Italcave Real Statte Pro Reggina 1-2. Scudetto al fotofinish: decide capitan Siclari

29 05 2012

REAL STATTE – PRO REGGINA 1-2

MARCATRICI: nel p.t 15’18” Mezzatesta (RE) nel s.t 18’39” Nicoletti (RS); al 18’01” Siclari (RE)

ITALCAVE REAL STATTE: Margarito (P), Russo, Dipierro , Convertino, Porta, Buonfrate, D’Ippolito, Nicoletti, Bianco, Marangione, Peluso (P), Modugno. All. Marzella.

PRO REGGINA: Trovato Mazza (P), Romeo, Cioffi, Siclari, Vadalà, Gatto, Presto, Politi, Violi, Arena, Mezzatesta, Mendola. All. Tramontana

ARBITRO: Parente (Como), Francese (Battipaglia). Crono: Masi (Brindisi)

NOTE: ammonite Mezzatesta (R); SPETTATORI 500. Presenti in tribuna il presidente della Divisione Calcio a 5, Fabrizio Tonelli, il vice presidente vicario Alfredo Zaccardi, i consiglieri Nico Crapulli e Piero Praticò, il delegato per il calcio a cinque femminile Ugo Marini, il presidente del Comitato regionale Puglia, Vito Tisci, il responsabile della CAN 5 Massimo Cumbo.

È una maledetta finale per l’Italcave Real Statte. La Pro Reggina vince 2-1 gara tre aggiudicandosi il primo scudetto della sua storia e celebrandolo con la maglia “Eccole, Reggine d’Italia”. Di Mezzatesta e Siclari – tra le migliori in campo – le reti decisive e storiche intervallate dal momentaneo pareggio di Nicoletti. Le tarantine escono tra gli applausi di un PalaCurtivecchi tutto esaurito. Primo tempo equilibrato con le due formazioni per lungo tempo a studiarsi. La Reggina lo chiude in vantaggio su punizione di Mezzatesta. Ripresa con lo Statte protagonista nella prima parte: trova il pareggio con Nicoletti, ma a due minuti dalla sirena l’assist di Presto e il tiro di Siclari firmano il gol tricolore. La spuntano le ragazze di coach Tramontana ordinate in fase difensiva e abili a concretizzare alcune ripartenze. Ha da rimproverarsi poco lo Statte comunque protagonista di un’annata strepitosa e portabandiera rossoblù del futsal ai massimi livelli. L’assalto al titolo numero quattro è solo rinviato.

LA GARA – (dal nostro inviato a Montemesola) E’ il Real Statte a partire con il piglio giusto: buona circolazione di palla con la Reggina ordinata in difesa. Ma la prima occasione è per gli ospiti: al 3′ uno – due Sicari – Romeo con quest’ultima che sbaglia il tap-in vincente. Rispondono le ioniche, al 5′, con un tiro dalla distanza di Bianco terminato fuori. Gara combattuta: le due formazioni non lasciano spazi liberi combattendo su ogni pallone. D’Ippolito suona la sveglia: tiro angolato ma il portiere ospite si fa trovare preparata. Al 13′ numero di Presto, a centrocampo, con le stattesi obbligate al fallo. Al 14′ doppia occasione per Porta che prima prova a sorprendere Trovato Mazza con una conclusione angolata e dopo ci riprova con un pallonetto debole e impreciso. Al 15′ 18” passa in vantaggio la Reggina su calcio di punizione, dalla distanza, calciato dal pivot Federica Mezzatesta. Coach Marzella chiama il time out per ricaricare le rossoblù. Non mancano gli interventi decisi: come la scivolata di Violi su Porta. Lo Statte sembra aver accusato il colpo non riuscendo ad impensierire la difesa reggina. A 19” dalla fine del primo tempo le tarantine chiedono un rigore dopo un’uscita a pugni chiusi di Trovato Mazza su Nicoletti. Per l’arbitro è tutto regolare e termina la prima parte del match.

La ripresa parte subito nel segno delle calabresi che cercano lo 0-2 su punizione di Siclari respinta da Margarito. Lo Statte pareggia al 2′ con una discesa e tiro di Nicoletti che subito dopo corre verso i sostenitori rossoblù facendo il segno del cuore. Esplode di gioia il PalaCurtivecchi. Si gioca senza esclusione di colpi, con veloci contropiedi. Le tarantine mettono alle corde le avversarie con rapide verticalizzazioni. Al 6′ Nicoletti prova la conclusione mancina e sfiora il palo. Che viene centrato subito dopo dalla Reggina: al 7′ rapida ripartenza di Mezzatesta Mezzatesta abile a servire Politi. Lo Statte si salva. Ancora le ospiti con Politi che prima vince un rimpallo e dopo spara in porta trovando Margarito attenta. Risponde il Real Statte: dribbling e tiro di Nicoletti di poco fuori. Al 11′ Presto serve un assist a Siclari che calcia di destro trovando Margarito preparata. Time out a 7′ dalla conclusione dei tempi regolamentari. Al 16′ sinistro di Presto e grande parata di Margarito. Soffre lo Statte che getta la palla in avanti. Romeo si procura una punizione dal limite dell’area e Siclari, al 17′, tira alto. Al 18’01” la Reggina passa in vantaggio: discesa di Presto e assist per capitan Siclari che supera Margarito di potenza. Lo Statte prova la carta del portiere di movimento. Ma non basta. La Pro Reggina vince il match e si aggiudica il tricolore.





Sette giorni di astio. Poi solo gentilezza

29 05 2012

Vi proponiamo un articolo apparso su un quotidiano prestigioso come “La Stampa”. Scritto dalla collega Raffaella Lanzo di Vercelli, racconta dell’accoglienza che due redattori di Febbre a 90, Enrico Losito e Francesco Vozza, hanno riservato lo scorso week-end a lei e ad altri giornalisti piemontesi. Non è la prima volta che la nostra testata online viene citata da importanti quotidiani. Era già accaduto in passato con “L’Arena di Verona”. Tuttavia, è la prima volta che da fonte di notizie diventa essa stessa oggetto della notizia. Nella fattispecie, di una buona notizia in quanto, una volta tanto, la nostra comunità è stata capace di mettersi in buona luce. Sì, perché Taranto non è affatto una città con la pistola alla cintola. Tantissimi suoi abitanti, come dimostrano Enrico e Francesco, ragazzi, che da sei anni si prodigano insieme ad altri, per pura passione, a mantenere in piedi questo piccolo miracolo editoriale che si chiama “Febbre a 90”. Ragazzi che si sono fatti da soli, che amano il Taranto ma che avendo sposato la passione per il giornalismo, hanno imparato a parlarne con equilibrio e sufficiente distacco. L’accoglienza riservata ai colleghi vercellesi, rappresenta una bella lezione di stile, di vita e di giornalismo. Come conferma la collega Raffaella Lanzo, a cui giunge il nostro più sincero ringraziamento, per come ha raccontato il nostro modo di vivere il giornalismo e la passione per una squadra di calcio. (Antonello Napolitano)

Chi non è andato a Taranto non si è perso lo spettacolo del campo. Ha potuto ammirare le giocate di Malatesta, Martini, Marconi in diretta tv: azioni rese ancora più belle dal grande schermo. Amplificate dalle emozioni della piazza.

Chi non è venuto in Puglia, ha perso però una grossa occasione: quella di toccare con mano la gentilezza dei tarantini. Chi, nella settimana in cui le polemiche hanno avuto il sopravvento sul calcio giocato, ha rinunciato alla trasferta con biglietto del viaggio e dello stadio già in mano, per paura di aggressioni, ha commesso un grosso errore. A Taranto non c’è stato spazio per la violenza: non c’è stata la caccia al vercellese. C’è stata solo gentilezza. Notizia più che vera e documentata.

Non è licenza letteraria, in un articolo, parlare in prima persona. Oggi però sono i fatti a concedermi questo strappo alla regola. Voglio raccontarvi che cos’è successo a noi giornalisti vercellesi a Taranto.

Nella città bagnata dai due mari, siamo arrivati alla vigilia della gara. La sera ad attenderci c’era un giornalista della squadra rossoblù, Enrico Losito: non per «prepararci» all’inferno del giorno dopo, ma per portarci a cena, insieme ai suoi amici di sempre. A gustare le delizie della terra pugliese: purè di fave con frutti di mare, polpette, fritto misto. Con lui, un altro rappresentante della stampa pugliese, Francesco Vozza. Alzati da tavola, siamo andati per le vie di Taranto: un giro turistico per la città tra nozioni storiche dettagliate sui monumenti e sulle bellezze artistiche della città.

E il giorno seguente, quando il clima partita si faceva già sentire, quando lo stadio brulicava di tifosi rossoblù, è stato ancora Enrico ad accompagnarci allo Iacovone. A consigliarci il parcheggio per la macchina: vicino, ma in un posto defilato per evitare gli ingorghi e eventuali danneggiamenti che ovviamente non ci sono stati. In tribuna stampa il clima nei nostri confronti è stato tutt’altro che ostile: tutti ci hanno salutato con calore. Da Alessandra Carpino, agli altri. E al triplice fischio, la correttezza è sempre stata di casa. In sala stampa ci hanno perfino detto: «Mi raccomando, andateci voi in serie B». Da Enrico e i suoi colleghi una lezione di vita. (Tratto da “La Stampa” delo 29.05.12)





L’analisi di Germano e Bencivenga: «Abbiamo gestito bene il 2-1»

27 05 2012

Umberto Germano sognava un gol allo Iacovone. Il sogno è rimasto tale ma la Pro Vercelli può comunque festeggiare la qualificazione alla finale: “Abbiamo gestito bene la vittoria di Vercelli giocando, a Taranto, una partita tutto cuore e grinta. Il pubblico non ci ha spaventato, ci ha caricato. Abbiamo studiato il Taranto molto bene chiudendo gli spazi agli uomini chiave. Dovevamo sfruttare meglio le ripartenze perché negli ultimi metri non siamo stati precisi. Onore al Taranto, hanno vinto il campionato sul campo. I playoff sono tutt’altra cosa. Vince chi è più cinico, infatti la rete di Espinal allo scadere è stata fondamentale”. Dello stesso parere è il compagno di squadra Angelo Bencivenga. L’analisi del terzino è onesta: “È un grandissimo risultato. Siamo una squadra partita per salvarsi e ora ci ritroviamo a pochi passi dalla B. A Taranto abbiamo disputato una partita quasi perfetta. Ci è mancato il gol ma siamo stati vicini a superare Bremec e non abbiamo concesso quasi nulla agli avversari. Il 2-1 di Vercelli ci ha consentito di giocare con più tranquillità. Abbiamo giocato come sempre e i risultati sono arrivati”.





Maurizio Braghin: «La vittoria a Vercelli ci ha dato un grosso vantaggio»

27 05 2012

È il primo ad entrare in sala stampa. Braghin racconta la partita qualificazione in maniera composta ed equilibrata. L’allenatore della Pro Vercelli mette in evidenza il lavoro della sua giovane squadra. L’esame di maturità è passato con ottimi voti: “Sono contento della prestazione dei miei ragazzi. Abbiamo sofferto nei primi minuti, il Taranto spingeva tanto. Però siamo stati abili a prendere le misure ai nostri avversari e giocare la palla senza troppa pressione difendendoci bene. Forse è proprio questa la chiave della partita”. Il trainer piemontese torna sul match d’andata e afferma: “La vittoria a Vercelli, nove contro undici, ci ha dato un grosso vantaggio per organizzare la sfida di Taranto. Fisicamente abbiamo lottato su ogni pallone concedendo poco. Anzi non abbiamo sfruttato, a fine prima frazione, la palla dello 0-1”. Non è piaggeria. Quando parla del Taranto, Braghin dimostra di essere un uomo di sport: “Mi dispiace per il Taranto. Nonostante i fischi nei nostri confronti, sono rimasto sbalordito dalla passione di questa gente. Per rispetto a chi, sul campo, ha vinto il campionato ho chiesto ai ragazzi di rinviare i festeggiamenti”. Testa, adesso, alla finale contro il Carpi: “È stata una settimana lunga e intensa. Non ci resta che continuare con questa voglia e grinta. Ci mancano due passi per scrivere qualcosa di eccezionale”.





Le pagelle di Taranto Pro Vercelli: Gli uomini chiave non incidono

27 05 2012

Bremec 6.5: parata strepitosa, a fine primo tempo, su Malatesta. Attento nelle uscite.

Sosa 6.5: forza ed esperienza su ogni contrasto.

Coly 6: raramente si fa superare nell’uno contro uno.

Di Bari 6.5: interviene con i tempi giusti. Scivolata perfetta su Di Piazza. Esce per infortunio. (dal 20′st Prosperi 5.5: sente parecchio la partita. Alle volte la fretta lo porta all’errore).

Antonazzo 6.5: tanta corsa. Aiuta in fase difensiva. Si sgancia per crossare. Spende parecchie energie.

Sciaudone 5.5: calcia subito in porta. Dinamico e affidabile. Ma non riesce ad inserirsi nella difesa piemontese.

Di Deo 5.5: si piazza davanti alla difesa cercando di costruire il gioco. Meno incisivo sui calci piazzati.

Rizzi 5.5 : timoroso nei primi minuti, si preoccupa più della copertura. (dal 13′st Bertolucci: si sovrappone nei movimenti cercando il fondo campo.

Chiaretti 5.5: accende le azioni con improvvise fiammate. La Pro lo costringe a giocare basso e viene ripetutamente raddoppiato in marcatura.

Girardi 5: uomo sponda. Lento spalle alla porta. Mai pericoloso nella ripresa.

Rantier 5 : al 23′ sciupa un rigore in movimento. Appannato sotto porta. (dal 18′st Alessandro 5: impensierisce Valentini con un tiro potente. Nulla più).

Dionigi 8: Un anno e mezzo di record non possono essere cancellati da un’eliminazione. Buona fortuna. Voto complessivo.





Dionigi carica il Taranto: “Giocheremo sull’orgoglio”

24 05 2012

Ore di attesa. Di sorrisi occasionali che nascondono un po’ di tensione. La leggi sui guestbook dei tifosi, la noti sul volto di Davide Dionigi già immerso nel clima partita. Rispetto alle ultime uscite, l’allenatore del Taranto dà l’impressione di voler parlare poco per ritornare sul rettangolo di gioco e pensare alla Pro Vercelli. Una partita che i rossoblù avrebbero voluto giocare subito. E qui l’importanza di Dionigi che afferma: “E’ fondamentale l’aspetto tecnico e caratteriale. I ragazzi non hanno dimenticato gli insulti e quell’etichetta da falliti. Sono carichi, determinati, consapevoli dell’immeritata sconfitta. Vogliono vincere e soprattutto giocare sull’orgoglio”.

Taranto – Pro Vercelli non è solo una partita. E’ il futuro del calcio a Taranto. Una responsabilità che Dionigi non ha paura di affrontare: “Ho ricordato ai ragazzi gli enormi sacrifici di un’intera stagione. Ognuno di loro sarebbe orgoglioso di rimanere nella leggenda e regalare qualcosa di unico ai tifosi”. E poi le risposte. Dionigi si augura un Taranto più concreto sotto porta: “Al di là dell’atteggiamento degli avversari, non possiamo sciupare occasioni come l’andata”. E al pubblico lancia un chiaro messaggio: “Devono incoraggiarci per novanta minuti. Volgiamo vincere anche giocando male. Mi auguro di non sentire fischi. Comunque vada, perché questa è una squadra che ama la maglia e ha fatto tanto per onorarla”.

L’allenatore del Taranto non si sofferma tanto sulla Pro Vercelli. Preferisce guardare la sua squadra, ma sull’undici di Braghin afferma: “Sono i favoriti. Hanno due risultati su tre da gestire. Ma se pensano che il Taranto è spacciato non hanno capito nulla. Potrebbero presentarsi con il 4-4-1-1 o 4-4-2. Mi auguro di vedere una partita a viso aperto”. E sull’eventuale presenza in tribuna del direttore generale della Lega Pro Ghirelli? “Potrebbe raccogliere l’invito della Pro Vercelli – sostiene Dionigi – ma il pubblico di Taranto si confermerà esemplare e corretto”.

È anche un Dionigi a carte coperte. Non solo la partitella a porte chiuse, anche la sensazione di un Taranto diverso formato Iacovone. “Ci sarà qualche modifica rispetto alla gara d’andata – confessa Dionigi – e stiamo provando diversi schemi. Voglio una squadra pronta a cambiare durante la partita. Voglio gente reattiva”. Per un attimo Dionigi ripensa a tutte le peripezie stagionali e ribadisce: “Ho capito quanto sono fondamentali i valori all’interno di uno spogliatoio. L’esperienza di Taranto sarà indimenticabile e basilare per la mia carriera”. Chiosa finale tra numeri e arbitri: “Dieci gol annullati, tanti rigori non concessi e dubbie espulsioni. Domenica spero che la quaterna arbitrale sia all’altezza di una semifinale playoff”.

Quella odierna potrebbe anche essere l’ultima conferenza stampa di Dionigi. Che prima di andar via esclama: “Spero di rivedervi giovedì prossimo. Sarà un buon segnale”. Se lo augura tutta Taranto.





Davide Dionigi a Blustar Tv: “Taranto merita più della Lega Pro”

21 05 2012

Ci mette la faccia. Come sempre, soprattutto nei momenti difficili. È un Davide Dionigi a completa disposizione dei tifosi. Che si presenta negli studi televisivi di Blustar TV ospite di “Pallonetto”. Quasi due ore di trasmissione, condotta da Enrico Sorace, dove l’allenatore del Taranto parla un po’ di tutto. Dal rocambolesco 2-1 di Vercelli alle insidie del match di ritorno; dal gesto di Iemmello alle due reti – secondo Dionigi – ingiustamente annullate. E non solo. Il tutto intervallato da una serie di telefonate di incoraggiamento e apprezzamento verso l’egregio lavoro di un’intera stagione.

L’ambiente a Vercelli: “Tra sputi e insulti, ci hanno etichettati come falliti e straccioni. Non è giusto e corretto nei confronti di chi ha dominato un campionato e della città di Taranto. Ci vuole rispetto. A Vercelli si dovrebbero vergognare. Faccio ancora fatica a capire le dichiarazioni pre partita del presidente Secondo. Perché hanno aizzato gli animi?

L’atteggiamento allo Iacovone: “Massima sportività e nessuna vendetta. Serve una bolgia di novanta minuti. Un’arena sportiva. Devono essere insicuri. Non bisogna fischiare al nostro primo errore, non dobbiamo cadere in provocazioni e la gente deve ricordarsi del campionato strepitoso dei ragazzi. Che vanno elogiati”.

La Pro Vercelli: “Sono rimasto deluso. Mi aspettavo un atteggiamento diverso e invece hanno rinunciato a giocare commettendo dei falli incredibili. Il Taranto ha dominato per 80 minuti concretizzando poco. Siamo stati dei polli. Domenica prossima sono sicuro che faranno ostruzionismo”.

Iemmello: “Scuse doverose. Non doveva fare quel gesto. I miei giocatori rispettano sempre gli avversari”.

Le scelte tecnico – tattiche: “Rifarei tutto. Non sono pentito di nulla. Scelgo in base al merito e non per simpatia. Abbiamo dominato soprattutto nei primi venti minuti e ad inizio della ripresa. Non sono contento degli ultimi quindici minuti e di qualche disattenzione. Bradaschia ha contenuto bene Bencivenga. Rizzi era fermo da quattro giorni, Coly aveva solo i trenta minuti di Avellino e Antonazzo mi ha chiesto il cambio e non condanniamo Garufo. Quest’anno ha disputato delle ottime gare. È vero, ogni tanto serve anche spazzare la palla, ma siamo tutti bravi tecnici da casa. Quest’anno abbiamo segnato parecchie volte negli ultimi minuti. Non abbiamo solo subito. È normale sbagliare, dagli errori s’impara. Per la prossima gara cambierò qualcosa”.

L’arbitro: “I nostri due gol erano regolari. Prosperi ha subìto il fallo e dunque non c’era il rigore per la Pro Vercelli. Se la rete a Di Deo viene convalidata siamo quasi in semifinale. Non ho visto grosse proteste da parte dei giocatori della Pro Vercelli. Erano quasi rassegnati. Per fortuna domenica ci sono le telecamere della RAI e chi verrà designato difficilmente commetterà errori grossolani. Domenica scorsa ci è stato tolto troppo. In generale non è stata una bella stagione per la classe arbitrale. Di sicuro al Taranto nessuno ha regalato nulla. Ricordo ottime partite dirette a Foggia, Como e Foligno”.

Entusiasmo: “Sono fiducioso per la prossima partita. La squadra è carica. È stata solo una caduta, nessun crollo. Serve solo la vittoria. Attaccheremo per novanta minuti. Taranto merita più della Lega Pro. Ricordo con piacere la partita di Reggio Emilia con la festa al rientro a Taranto. La vittoria contro l’Avellino, i due derby e gli abbracci sinceri con i ragazzi”.

La dirigenza ionica: “Non è stile della famiglia D’Addario creare polemiche. È una scelta saggia, però il numero uno della Pro Vercelli ci ha guadagnato. Bisogna riflettere. Ho sentito Valerio D’Addario, Mike Hulls e non ho ancora parlato con il presidente. Che ringrazio per avermi scelto come allenatore. E’ un uomo che ha speso tanto per questa società. Ora dobbiamo pensare solo alla Pro Vercelli”.

Finale di stagione: “Viviamo di tensioni. Non sono stupito. Ci serve adrenalina per combattere. Alleno una squadra intelligente e matura. Sono convinto che comunque vada usciremo a testa alta. Andremo avanti contro tutto e tutti. Il futuro si vedrà. Ho vissuto un anno e mezzo bellissimo e intenso sotto tutti i punti di vista. Non finirò mai di ringraziare i miei ragazzi”.

L’altra semifinale: “Il Carpi è una grande squadra che ha speso tanto per arrivare in B. Non sono sorpreso, ma convinto che il Sorrento ha le qualità per ribaltare il risultato. Vorrei giocarmi con i costieri la finale”.

Il sogno: “La serie B sarebbe un toccasana per tutti. Spero il 10 giugno di fare un bagno in Piazza Ebalia con i tifosi. Dobbiamo compattare la città alla squadra. Questo Taranto resterà nella storia. Per i punti ottenuti, perché ha unito un popolo. Abbiamo dato il massimo e non è finita”.








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