Servizio di Francesco Vozza per radio Cittadella

27 11 2007

Ascolta il servizio di Francesco Vozza per il programma Sport e Sport, condotto da Leo Spalluto.

http://www.febbrea90.com/site/podcast/sportesport26nov.mp3 dal minuto 2.45 a 4.25





Taranto Vs Crotone 0-0

27 11 2007

Doveva e poteva essere, per il Taranto, la partita del pronto riscatto invece il pareggio a reti bianche tra Taranto e Crotone fa “filotto” con gli altri risultati negativi tra le mura amiche. Si gioca a porte chiuse, tra pochi intimi, in un clima surreale che consente di ascoltare i giocatori in campo incitarsi l’uno con l’altro. Si sentono gli allenatori, ma gli spalti sono tristemente vuoti; un colpo d’occhio anomalo, triste, penalizzante che si presenterà ancora per altri due turni.Sul campo il solito Taranto poco concreto sotto rete ed anche un po’ sfortunato. Nemmeno la superiorità numerica, a causa della doppia ammonizione rifilata al capitano dei pitagorici Rossi, ha aiutato gli uomini di Cari ad avere ragione di un Crotone abbottonato, che in fondo si è accontentato di un punto.È il valzer delle occasioni sprecate: Cammarata, Cutolo, Zito hanno il merito di procurarsi tante occasioni ma il demerito di sprecarle clamorosamente tutte. Tremano più volte anche i pali della porta di Concetti, ma la palla non gonfia la rete. Al termine della partita non ci sono fischi, ma i mugugni degli addetti al lavoro sono la cornice di una giornata nata e terminata nel silenzio. Anche la classifica adesso preoccupa: il Taranto è, a soli due punti dalla zona play out e, a sette punti dalla griglia play-off. Una situazione che in pochi avrebbero scommesso a inizio campionato, dopo i proclami in pompa magna del presidente Blasi. Il Taranto non riesce più a vincere e intanto si rischia di scivolare sempre più giu. Obiettivi ridimensionati o stagione ancora recuperabile? Per adesso i risultati parlano chiaro: la barca sta affondando: si salvi chi può.





Ricominciare a…giocare

22 11 2007

La settimana che sta per finire non verrà ricordata tra le più facili: prima i fatti incresciosi allo stadio Iacovone e dopo la disparità giudiziaria attuata dal giudice sportivo nei confronti dei fatti violenti di Bergamo e Taranto.Adesso è arrivato il tempo di ripensare al calcio giocato: nella giornata di ieri la società ionica, in segno di protesta, ha deciso di schierare la formazione allievi nel turno di coppa Italia contro il Benevento e ovviamente il risultato è stato scontato. Sette a zero per i sanniti con il giovane portiere Maraglino tra i migliori  per aver parato un rigore al più esperto collega Clemente. Mentre i ragazzi di Padovano onoravano al meglio il turno di campionato, la squadra maggiore continuava la preparazione per il delicato match di domenica a porte chiuse contro il Crotone. Cari pensa ad un 4-3-2-1 con una staffetta in attacco tra Dionigi e Cammarata, unico assente potrebbe essere Colombini a causa di una forte influenza. Sarà l’allenamento del giovedì, con la solita partitella in famiglia, a fornire un quadro completo;quasi sicuramente ritornerà Caccavallo che, siederà in panchina dopo un lungo infortunio.Intanto la società ha ufficia­lizzato la presentazione del ricorso contro la sconfitta a tavolino comminata dal giudice sportivo in seguito alla sospensione  della partita con la Massese, mentre la prossima settimana il presidente Blasi incontrerà il presi­dente federale Giancarlo Abete per avere chiarimenti in merito ai criteri adottati dalla giustizia sportiva.





Servizio di Francesco Vozza per radio Cittadella

20 11 2007

Intervento di Francesco Vozza sul nuovo coach della Prisma : LATTARI

Dal minuto 12:30 fino a 13:59. Clicca al seguente indirizzo http://www.febbrea90.com./site/podcast/Sportesport19nov.mp3





Chi sono gli Ultras Taranto?

14 11 2007

Taranto in ogni mappatura del tifo italiano viene sempre citata da tutti gli analisti. L´Erasmo Iacovone è uno degli stadi più caldi d´Italia, ma contiene anche una tifoseria dalla storia importante e con tanto rispetto: una parola che nel gergo ultrà segnala il livello di prestigio di una tifoseria. “Rispetto per Taranto” si sente dire spesso nelle curve di tutta Italia, proprio perché storicamente tra coloro che seguono più massicciamente in trasferta la propria squadra ci sono i tarantini. Negli anni Novanta, quando il Taranto scese fra i dilettanti, lo Iacovone si riempiva di ventimila spettatori. Battendo ogni record di capienza per un evento sportivo in quelle categorie. Negli anni Settanta e Ottanta il derby con il Bari era uno dei derby più infuocati d´Italia e la superstrada Bari-Taranto è stata lo scenario di alcuni degli scontri più cruenti che si ricordino. Sassaiole, zuffe e inseguimenti.
Non è un caso dunque che alcune frange estreme del tifo organizzato tarantino si siano sentite coinvolte non appena sono arrivate via radio le notizie degli scontri di Bergamo a causa della morte di Gabriele Sandri. L´ultrà tarantino sente di avere un ruolo primario, se non addirittura dirigenziale, nell´organigramma del tifo organizzato italiano. Qualcosa tra i tifosi in questi anni si è rotto, se si è arrivati a vedere sugli spalti domenica pomeriggio ragazzi con le sciarpe dello stesso colore picchiarsi tra di loro. È un caso unico rispetto a tutto quello che è accaduto in Italia, dove la violenza degli ultrà era rivolta unicamente contro i poliziotti e i carabinieri.
La stragrande maggioranza dei tifosi tarantini ha preso le distanze da quel gruppo di ultrà. Certo, capire quale sia oggi a Taranto o nelle altre piazze italiane il tifoso e colui che si professa ultrà non è semplice. Per avere una prima idea bisogna partire dalla mappa dei gruppi organizzati. La tifoseria tarantina è frastagliata. Nella curva Nord, la più calda, è composta da gruppi storici e altri appena nati: Ultrapaz, Gruppo Zuffa, Krazy Group, Psyko Group, Nevrotik, Angeli della Nord, Ultrà Cep, Krazy Group Tamburi e Crb Faggiano. Il più cospicuo è l´Ultrapaz, con tifosi provenienti dai quartieri proletari della città e in particolare Tamburi e Paolo VI (che rimpingua anche il gruppo Ultrà Cep). In tribuna ci sono Tarantosupporters, Gruppo Company, Gruppo Marines, Taranto Centro 74100, Taranto Group Butt´ de sanghe, Bar Cubana, Tifo e Amicizia. Quest´ultimo gruppo è composto da gente più adulta – professionisti, commercianti, ex sportivi, emigrati – e rappresenta la parte più moderata del tifo organizzato. Tifo e Amicizia è un caso unico in Italia: laddove c´è una delle tifoserie più ribollenti, c´è anche uno dei gruppi organizzati più moderni, che accanto alla passione per il Taranto, il calcio e le trasferte unisce presentazioni di libri, eventi culturali e mostre. Taranto è stata per anni una tifoseria di sinistra, oggi qualcosa sta cambiando. Nelle frange più estreme iniziano a esserci numerosi infiltrazioni neofasciste: Taranto risulta una tifoseria non politicizzata nella mappa redatta dal Viminale, ma ormai molte componenti afferiscono alla destra e in alcuni settori sono comparse le prime celtiche. Alcuni degli arrestati simpatizzano per l´estrema destra, altri invece sono anarchici, ci sono studenti, figli di papà, commercianti e addirittura un ragazzo che ha lavorato per un periodo in un call center, perfetto simbolo del precario arrabbiato e disperato. Tutto ciò smentisce sostanzialmente l´immagine che si può avere da fuori dell´ultrà: un teppista, un vandalo, poco scolarizzato, buono a nulla e un po´ fascista. Puro bau bau, puro uomo nero per un´opinione pubblica che stenta a capire perché stia scoppiando questo pianeta. Eppure questa non chiarezza dovrebbe far capire che certe energie sovversive che si muovono nelle curve italiane sono molto più simili a quelle che incendiarono le periferie metropolitane italiane negli anni di piombo, piuttosto che al fenomeno degli hooligans britannici (come invece molti commentatori stanno cercando di spiegare). Ecco dunque porsi davanti non solo ragioni di ordine pubblico, ma anche un monte di ragioni culturali. Sembrerà scandaloso, ma va pur detto, che non è un caso che alla crisi di Taranto città sia seguita una deriva della parte più estrema del tifo. Perché quello che si vede non è il sintomo di una marcia società italiana, ma le propaggini di quelle che Pasolini chiamava la disperata vitalità. Molto disperata, come Taranto e la sua terra. 
 di Mario Desiati per Repubblica Bari





Un giorno di ordinaria follia

11 11 2007

Il tifo nel 2007 è solo assoggettazione nei confronti dei presidenti e intimidazioni verso le forze dell’ordine.Dic La partita tra Taranto e Massese è stata sospesa al 14° del secondo tempo a causa delle continue intemperanze dei tifosi ionici, verso le forze dell’ordine , all’inizio del secondo tempo.Prima che accadesse l’inverosimile, la squadra di Cari vinceva per 2 a 1 grazie alle reti siglate da Di Bari e Cammarata. Bellissima la rete di Fabrizio Cammarata, abile a calciare da fuori area un tiro imparabile che è finito all’incrocio dei pali.Già prima della partita breve riunione all’interno dello Iacovone, per decidere se far disputare o meno la gara, ma alla fine si è voluto iniziare nonostante l’aria minacciosa che campeggiava in curva nord.Inizia la gara e subito i tifosi ionici inneggiano cori offensivi verso le forze dell’ordine, cercando in tutti i modi di far interrompere la partita. Dalla curva volano pietre e oggetti contundenti, mentre la gradinata e la tribuna continua a disapprovare a voce alta l’atteggiamento violento della curva. Il tutto fino a quando l’arbitro Tagarelli  richiama giocatori e tecnici negli spogliatoi. Partita sospesa ed ora il Taranto rischia grosso, sconfitta a tavolino per 0-3 e probabile squalifica del campo a danno degli ionici.Prima della violenza, il Taranto stava giocando una delle sue migliori partite interne, dominando la Massese e legittimando il risultato. Cari schiera i suoi con il modulo 4-3-1-2,  inserendo Di Bari al posto di Colombini nel ruolo di esterno sinistro basso, mentre a centrocampo  Cavallo con  Zito che termina in panchina; infine in avanti Mancini supporta le due punte Cutolo e Cammarata al rientro dopo un mese e mezzo di assenza.Alla fine il calcio giocato non fa notizia e, in pochi minuti,  Taranto sobbalza in tutti i tg nazionali.L’annata  sfortunata del Taranto continua.  o di fermare il calcio anche perchè la domenica è diventato la giornata in cui centinaia di “pseudo tifosi mentalmente instabili nella società” prendono come ostaggio lo Stato e la legalità.Non si può continuare così, è tutto vergognoso.Oggi non si doveva giocare per RISPETTO in tutta Italia;invece la domenica “pallonara” non conosce rispetto.

viviamo l’ennesimo schifo e Taranto come al solito si deve far riconoscere, perchè domani campeggeranno sui giornali le foto dei teppisti e loro si pavoneggeranno. LORO SONO GLI EROI DI OGGI e questo l’hanno potuto fare SOLO in Italia dove le strutture sono ancora omologate ANCORA per Italia 90.

POI A mio avviso il poliziotto è un pezzo grosso e lo stanno proteggendo(E SBAGLIANO a inoltrare comunicati che sanno solo di presa per i fondelli verso la famiglia del povero ragazzo ucciso) lo sai che sono sparite le immagini delle telecamere a circuito chiuso dell’autogrill? Lo sai che non si trova un proiettile dei 2 sparati? lo sai che non si sa ancora il nome del poliziotto che ha sparato? CON QUESTO DICO 1 COSA. FERMIAMO IL CALCIO PER 1 Pò DI TEMPO E NON DIMENTICHIAMOCI GIA’ DOPODOMANI DI TUTTO QUESTO, COME FACCIAMO AL SOLITO DA ITALIANI.

PER STASERA MI VERGOGNO DA TARANTINO.

CiccioRaffo





Aspettando Potenza Vs Taranto

3 11 2007

Mentre in casa ionica rimbombano i cori di protesta dopo l’ennesima
figuraccia di giovedì, è già ora di ritornare in campo. Il Taranto farà
visita al Potenza, in una sfida che si preannuncia scoppiettante proprio
come i precedenti tra le due compagini.

La parola d’obbligo per la squadra di Cari è vincere per non allontanarsi
dalla zona play off. In casa potentina le acque non sono calme: infatti dopo
il pareggio interno con la Lucchese, il giovane presidente Postiglione ha
esonerato il tecnico potentino Arleo. Per la gara contro il Taranto
siederanno in panchina due vice allenatori: Falanga e Catalano.

Allo stadio Viviani non ci saranno i tifosi tarantini, interdetti per la
trasferta lucana dall’osservatorio nazionale poiché protagonisti, in
passato, di scontri con sostenitori locali. Il riferimento è, però, alla
sfida play off del maggio 2006 contro il Melfi: con il Potenza non ci sono
precedenti turbolenti.

Le due compagini sono divise in classifica da soli due punti, ma il Potenza
ha una gara in meno, in virtù della partita sospesa con il Martina a causa
della neve che rese impraticabile il rettangolo di gioco. Il Taranto proverà
ad espugnare il Viviani puntando sulle proprie individualità; mentre il
Potenza cercherà con il solito cuore di guadagnare punti importanti per la
salvezza.

Il match in programma per domenica pomeriggio, ore 14.30, verrà diretto dal
Signor Leandro Borracci di San Benedetto del Tronto.





Prisma Volley VS Copra Piacenza 2-3

2 11 2007

La Prisma Volley subisce la sesta sconfitta consecutiva, questa volta al tie
– break contro la Copra Piacenza dell’ex Granvorka. Al Palafiom, la
sconfitta è amara poiché gli ionici conducevano per due set a zero e hanno
sciupato nel quarto set, numerose possibilità per vincere 3 a 1.
Ma gli emiliani non si sono mai arresi e sono riusciti a ribaltare il
risultato dopo una gara lunghissima.
Nei primi due set si ha l’impressione di una Prisma attenta su ogni
fondamentale e soprattutto una squadra che sa cogliere i numerosi errori di
Bovolenta e compagni. Sia in ricezione che sotto muro, i ragazzi di coach
Totire accumulano punti e morale. Vissotto prima e Nagy dopo, mettono le ali
alla Prisma che,vince i primi due set rispettivamente 25-17 e 34-32.

Il terzo set premia la Copra Piacenza: l’MVP Simeonov e l’opaco Zlatanov
riescono a guadagnare punti preziosi: è proprio quest’ultimo a chiudere
21-25.
Nel quarto set accade l’imprevisto: la Prisma arriva sul 22-18, ad un passo
dal match point fino a quando Simeonov decide di salire in cattedra.
Nessuno riesce a tenere il sevizio dell’opposto italo-bulgaro e la Copra si
riporta incredibilmente sul 24 pari. Taranto sembra frastornata, Piacenza la
castiga con due grandi giocate di Meoni, che prima mura Nagy, poi piazza una
flottante che la difesa ionica controlla male e che porta al muro di Bjelica
su Vulin. 27-29 e tie-break, chiuso 10-15 dall’ex Granvorka

Da segnalare due curiosità: una pacifica contestazione dei tifosi nei
confronti della Giunta Comunale, e la pioggia caduta dal tetto del Palafiom
sulla testa di Sergio durante l’incontro, a causa di un’infiltrazione.