Il Taranto ha raggiunto i play off, un traguardo importante che potrebbe diventare straordinario qualora la formazione di casa raggiungesse la serie B. Quale messaggio d’auguri si sente di dare alla città, ai tifosi, alla squadra?
“I grandi risultati s’ottengono coi sacrifici, con impegno e costanza. Complimenti ai nostri atleti, all’allenatore ed a quanti hanno contribuito affinché il Taranto raggiungesse questo traguardo. Un grande risultato che non è piovuto dal cielo ma che, al contrario, è stato conquistato con grande impegno e che ha saputo valorizzare le doti dei nostri atleti. Tutto questo contiene un messaggio importante che serve nello sport, ma anche nella vita: non bisogna mai scoraggiarsi, serve impegno, e gli ostacoli si superano solo con dedizione, intelligenza e passione. Lo sport è importante per una comunità perché rafforza il senso dell’appartenenza e l’orgoglio di chi ne fa parte. Il traguardo raggiunto dà ristoro all’anima degli sportivi, che vivono momenti di vivo entusiasmo ed ha, contemporaneamente, una ricaduta pratica, concreta: in una città che ha una vita così intensa dal punto di vista sportivo, un risultato simile ha il potere di richiamare la gente nella nostra città, di creare delle opportunità di lavoro, di favorire lo sviluppo delle attività commerciali. La lezione che il risultato del Taranto ci insegna è che quando si agisce bene, il premio non tarda ad arrivare. E’ una bella favola. Attendiamo ancora un pò, per scaramanzia. Attendiamo, ma siamo fiduciosi e, fino a questo momento, ed orgogliosi di quanto è stato fatto.”
Quello che sentiamo è un sindaco vicino allo sport. Le istituzioni, quindi, sono vicine al Taranto?
“La ringrazio per questa domanda. Ho letto sulla stampa, meravigliandomi, che questa amministrazione non ha i finanziamenti per adeguare lo stadio, addirittura che gli stessi sarebbero spariti., Tutto questo è fantasia, non corrisponde al vero. I finanziamenti ci sono
e noi faremo tutto quello che ci compete come istituzione, non soltanto perché è un nostro dovere ma anche perché è un grande piacere.”
Possiamo quindi sperare in un intervento immediato per ampliare la capienza dello stadio almeno in tempo per i play off ?
“Con grande sofferenza, ma anche grande realismo, va detto che il problema della capienza non dipende dal Comune. Noi ci auguriamo che si possa risolvere al più presto. Andranno fatti dei lavori di adeguamento. Per costruire un grattacielo non bastano tre mesi, serve il tempo necessario. Così, anche per lo stadio, ci vorrà il tempo necessario all’adeguamento della struttura. Per dimostrare la nostra grande partecipazione al fenomeno calcistico non abbiamo soltanto previsto dei finanziamenti per lo stadi; ho anche nominato, personalmente,
due consiglieri comunali, oltre all’assessore competente, affinché uno potesse seguire il cronoprogramma dei lavori da fare, l’altro, un tecnico, potesse controllare che i lavori siano svolti per bene.”
L’unione fa la forza. Lei sarebbe disponibile ad incontrare il Presidente Blasi per cercare di spingere la società e la squadra verso l’obiettivo desiderato?
“Qui devo ricordare che, con grande naturalezza, nell’interesse dei tifosi del Taranto, della squadra, della città, sono andato personalmente a trovare il Presidente a Manduria in un incontro riservato e costruttivo. L’amministrazione comunale è disponibile a continuare a fare
I sacrifici inimmaginabili che sta già facendo purché Taranto ritorni ad essere una città normale, risanata, purché si ritorni ad essere orgogliosi della città. Le ferite ereditate hanno bisogno di tempo per guarire. Noi stiamo adoperando tutte le medicine possibili, c’è bisogno di tempo. Taranto è stata a lungo sacrificata, ha tante piaghe da sanare: noi abbiamo tolto la causa che portato queste piaghe, ma affinché le piaghe guariscano c’è bisogno di tempo.”
Non saremmo contenti se ce ne andassimo senza strapparle una promessa. Quella di vederla cioè allo stadi, magari in tribuna, magari affianco al presidente, a tifare Taranto.
“Ho sempre tifato per il Taranto e lo continuo a fare. Non dobbiamo confondere la mancanza della presenza fisica con la mancanza d’affetto. Sono sempre stato in campo on il cuore, la passione e tutto l’entusiasmo necessario. Il mio affetto verso la squadra non manca, anzi, è forse anche più forte. Il fatto che, quindi, la domenica io non sia al campo dipende da un lavoro, quello del Sindaco, che necessariamente richiede la mia presenza fisica a Palazzo di Città. Io sogno di venire allo stadio il prossimo anno, quando la città sarà risanata e non ci sarà bisogno di un sindaco al lavoro ventiquattro ore su ventiquattro. E’ un impegno che prendo, un impegno bello, perché vorrà dire che Taranto sarà diventata finalmente una città normale.”
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