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In coda alla puntata commenti dei tifosi sui guestbook.
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Il Taranto scrive un’altra pagina importante nella storia di una stagione incredibile. I rossoblu sconfiggono il Crotone due a zero nella gara di ritorno della semifinale playoff e si qualificano per la doppia finale prevista il primo e l’otto giugno. L’avversario sarà l’Ancona, abile a ribaltare la sconfitta per 3 a 1 rimediata sette giorni prima a Perugia con un secco 2-0.
Davanti ad uno Iacovone esaurito nella sua capienza massima attuale di 7490 spettatori e sotto un sole cocente, il Taranto sfodera una prestazione tutta cuore e grinta meritandosi la vittoria e il passaggio del turno.
Nonostante le assenze di Cejas e Cavallo il 4-2-3-1 plasmato da mister Cari funziona a meraviglia, merito di sostituti validi, come Marsili, di tanto pressing e di continui inserimenti. Si è visto un Taranto cinico, che ha realizzato le sue marcature proprio nel momento di maggiore pericolosità della squadra ospite.
Due gol molto belli realizzati da Mancini e Cutolo; il primo abile a calciare la palla di controbalzo all’angolo alla sinistra del portiere Concetti, il secondo nella ripresa, frutto di un’azione corale partita dall’asse Pastore – Plasmati e conclusa da una staffilata imparabile dall’attaccante napoletano.
Dall’altra parte deludono i pitagorici. La squadra allenata da Indiani ha confermato i numeri negativi realizzati lontano dallo Scida. Difesa ballerina, centrocampo poco incisivo e attacco impalpabile.
In casa Taranto l’unica nota stonata è racchiusa nell’ammonizione-squalifica comminata ai danni di Cutolo. Così, nella finale d’andata prevista allo Iacovone domenica prossima, il Taranto farà a meno del suo bomber, ma le alternative per Cari non mancano.
Al triplice fischio finale abbraccio tra società, giocatori e tifosi. Una festa entusiasmante ma contenuta: perché da domani il pensiero sarà rivolto esclusivamente all’Ancona.
Nella gara di ritorno della semifinale playoff il Taranto deve solo puntare alla vittoria. La formazione allenata da Marco Cari, in virtù della sconfitta rimediata domenica scorsa in Calabria, ha solo un risultato che le consentirebbe di raggiungere le finali per la serie B previste il primo e l’8 giugno.
L’arma in più per la formazione ionica potrebbero essere i 7500 spettatori che assieperanno gli spalti dello stadio Iacovone versione ridotto. Così, mentre la città di Taranto non riesce a trattenere l’entusiasmo, il clima nello spogliatoio ionico è completamente differente. La serenità e la consapevolezza dei propri mezzi portano la squadra tarantina ad affrontare il Crotone senza particolari problemi psicologici. Viceversa gli acciacchi fisici di alcuni atleti, Cavallo – Zito – Carrozza, e la squalifica rimediata da Cejas creano qualche dubbio di formazione. Il tecnico di Ciampino potrebbe affidarsi al collaudato 4-3-2-1 con Faraon tra i pali; D’Alterio, Migliaccio, Pastore, Colombini (o Prosperi) in difesa; Emerson, Marsili, De Falco a centrocampo; Cutolo e Mancini (o Zito) a supporto di Plasmati.
Taranto Crotone avrà inizio alle ore 16. La partita per motivi di ordine pubblico sarà trasmessa in chiaro da Rai3 nella provincia di Taranto e successivamente in differita alle 18.45 su Rai Sport Più frequenza visibile sul digitale terrestre e sul satellite: canale 227 della piattaforma SKY.
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I primi novanta minuti della semifinale playoff sorridono al Crotone.
Subendo lo stesso parziale dell’ultimo incontro di Ancona, il Taranto esce sconfitto dallo stadio Scida di Crotone perdendo la partita d’andata della semifinale playoff. Finisce tre a due a favore dei pitagorici. Un risultato che, nella gara di ritorno, obbligherà i ragazzi di Cari a giocare per un unico risultato: la vittoria.
Per gli ionici non sono bastate le realizzazioni dei due “atipici” bomber di giornata: Migliaccio – Pastore, poiché alle reti della coppia centrale difensiva ionica hanno fatto da contraltare il gol di Petrilli; l’autorete di Migliaccio e il gol di Galardo realizzato, al 43° del secondo tempo, su un calcio di punizione molto contestato da tutto l’organico tarantino. Un episodio avverso, l’ennesimo di una partita diretta insufficientemente dall’arbitro Giancola di Vasto, che condanna il Taranto dopo novanta minuti di lotta e sacrificio.
Nonostante un primo tempo terminato in svantaggio, gli uomini di Cari hanno destato una buona impressione a livello atletico, ma a centrocampo l’estenuante possesso palla dei pitagorici ha frastornato Pastore e compagni; mentre nel secondo tempo, così come era già avvenuto in campionato, il Taranto è stato colpito ed affondato sulle fasce laterali. Inoltre l’espulsione di Cejas per proteste, in occasione della punizione vincente di Galardo, ha contribuito a macchiare il finale di partita.
Da rivedere anche la condizione di Mancini, subentrato a Zito nella ripresa ma ancora lontano dalla sua condizione migliore.
Per l’incontro di ritorno, previsto domenica 25 maggio allo Iacovone, il Taranto non solo dovrà trovare il sostituto ideale di Cejas a centrocampo, ma avrà un unico obiettivo: sconfiggere il Crotone.
Per raggiungere la finale playoff, il Taranto dei miracoli del girone di ritorno è chiamato ad un altro sforzo.
L’attesa per l’incontro d’andata della semifinale playoff Crotone – Taranto è spasmodica. La città dei due mari è scossa da una scarica di adrenalina, una voglia pazza di ritornare dopo quindici anni in quella categoria tanto sognata e chiamata serie B. Le lunghe file per acquistare già i biglietti per la gara di ritorno allo Iacovone, i balconi colorati con le bandiere rossoblu e alcune vie della città adibite a festa fanno da cornice a questi spareggi promozione. La squadra del presidente Blasi ci riprova dopo l’eliminazione subita in semifinale lo scorso anno dall’Avellino e, ripensando alle tribolate vicende extra calcistiche di questo campionato, un eventuale salto di categoria rappresenterebbe un vero e proprio miracolo.
Quest’anno l’ostacolo da superare in semifinale si chiama Crotone. Un avversario ostico sia per i precedenti a reti bianche e sia per l’imbattibilità casalinga conservata dai pitagorici durante la stagione regolare.
A poche ore dalla sfida dell’Ezio Scida, il tecnico del Taranto Marco Cari si dichiara sereno e fiducioso della prestazione che i suoi uomini sfoggeranno nella partita d’andata in terra calabrese. L’ottima condizione fisica, la solidità dello spogliatoio e la fame di vittoria potrebbero essere gli ingredienti ideali per eliminare il Crotone e accedere alle finali. Dal punto di vista tecnico – tattico il trainer ionico non ha grossi dubbi sull’undici anti – Crotone da schierare. Spazio al collaudato 4 – 3 – 2 – 1 con Faraon in porta; linea difensiva formata da D’Alterio – Migliaccio – Pastore – Colombini (con Prosperi possibile sorpresa da dirottare sull’out di sinistra); cerniera di centrocampo con De Falco – Cejas – Emerson; Mancini ( o Zito ) e Cutolo a supporto dell’ariete Plasmati. Indisponibili Dionigi e Cavallo rispettivamente acciaccati.
Dall’altra parte i calabresi allenati dal tecnico Indiani (alla prima esperienza sulla panchina pitagorica) insisteranno con tenacia sul 4 – 3 – 3, uno schieramento a spiccata vocazione offensiva che assicura benefici e zone d’ombra nella stessa misura. Una squadra che gioca quasi a memoria. Il modulo di riferimento è uno dei più dispendiosi e ha implicato un calo fisico nelle ultime giornate di campionato. Attraverso il gioco sulle fasce, i pitagorici allo Scida, hanno messo in difficoltà quasi tutte le formazioni di questo campionato. Le puntuali combinazioni di Espional – Petrilli sulla destra e Galardo - Ghezzal sulla sinistra, coadiuvate dalle geometrie di Pederzoli, provocano cross a grappoli nell’area avversaria. Proprio la frequenza impressionante dei cross stavano facendo capitolare il Taranto nell’ultimo precedente in Calabria. Paradossalmente a Crotone c’è già aria di festa, ma non per la certezza di un risultato positivo bensì per la festa patronale della Madonna di Capo Colonna. Un evento che sarà seguito dai crotonesi prima della semifinale dello Scida.
Mister Indiani, dopo una settimana di allenamenti a porte chiuse, potrebbe riproporre la stessa formazione che, nell’ultimo scontro di campionato, fece soffrire il Taranto. Spazio a Concetti tra i pali; Rossi – Fiasconi – Ogbonna – Bonomi in difesa; Espinal – Pederzoli – Galardo a centrocampo; Basso – Dalrio – Ghezzal tridente offensivo.
Spareggi talismano per i pitagorici:ogni volta che il Crotone ha partecipato ai playoff non ha mai fallito.
Anche nel capoluogo calabrese i biglietti sono stati polverizzati nel giro di pochi giorni. L’impressione è che allo Scida, per la prima volta durante l’arco di questa stagione, ci sarà il tutto esaurito. Prevista la presenza di 600 sostenitori ionici.
Angelo Giancona di Vasto sarà l’arbitro chiamato a dirigere la semifinale d’andata allo stadio Scida di Crotone; mentre Daniele Iori (Reggio Emilia) e Nicola Capriolo (Forlì) saranno gli assistenti di linea. Designato Lorenzo Spadaccini (Vasto) come quarto uomo. Calcio d’inizio previsto per le ore 16.00.
La partita sarà trasmessa in diretta satellitare da Studio Cento Sat canale 925 della piattaforma Sky.
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Una rimonta quasi perfetta, una partita sfuggita dalle mani.
La storia di Ancona – Taranto, ma anche del girone di ritorno della squadra rossoblu, si chiude con una sconfitta per tre a due che non pregiudica la partecipazione del Taranto agli spareggi playoff, ma lo declassa nella terza posizione in graduatoria. Lo scettro di vice – capolista passa alla squadra dorica allenata da Francesco Monaco.
La rocambolesca sconfitta, giunta pochi attimi dopo un gol regolare annullato a Prosperi, per un inesistente fuorigioco, è un vero e proprio dono da parte di Pastori e compagni, incapaci di gestire il vantaggio ottenuto dopo i primi quarantacinque minuti. Proprio nell’ultima partita della stagione regolare il reparto difensivo ionico, Faraon e la coppia di centrali Pastore – Prosperi, subiscono una vera e propria doccia d’umiltà. Tutt’altra cosa rispetto al Taranto imbattuto e impermeabile delle ultime partite. In più anche l’esperimento di Tesser quarto di destra a centrocampo, al posto di Carrozza, non crea nessun buon risultato.
Nonostante la sconfitta e le amnesie difensive, la formazione rossoblu non perde l’entusiasmo in vista delle prossime partite spareggio contro il Crotone. Infatti se si esclude un piccolo calo, anche contro i dorici i ragazzi di Cari confermano una buona condizione fisica. Il recupero di Mancini e la panchina lunga saranno armi da giocare per il salto di categoria. Società, giocatori e tifosi ritornano, però, da Ancona con qualche motivo di riflessione in più.
Prima della prossima sfida, prevista il 18 maggio all’Ezio Scida di Crotone, l’imperativo sarà ritrovare umiltà e determinazione. Due fattori che hanno consentito di realizzare, nel girone di ritorno, la scalata culminata nei playoff.
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