di P.Inno e F.Vozza – 05/06/2008
Qual’ è il clima e quali sono le ultime novità in casa bianco rossa. Forse, i tifosi stanno ancora recriminando per quel clamoroso gol mancato da Mastronunzio a Taranto?
Indubbiamente è stata una ghiotta occasione, rivedendo le immagini e probabilmente su una posizione di fuorigioco di Mastronunzio, ma aldilà della scelta arbitrale è stata un’occasione importante. Bisogna essere obiettivi e dire che il pareggio è stato un risultato giusto e se l’Ancona avesse vinto, per il gioco mostrato nei 90 minuti, si poteva parlare di vittoria non meritata. Merito al Taranto per aver giocato un ottimo primo tempo; merito all’Ancona per aver interpretato la partita d’andata della finale playoff con ordine, concedendo poco alla formazione pugliese.
Precisazione sul silenzio stampa: non è un silenzio stampa contro i media (visto il mio ottimo rapporto con tutti i media) ma solo per far trovare la massima concentrazione ad una squadra che si appresta ad affrontare la partita più importante della stagione e uno degli appuntamenti più decisivi delle ultime stagioni.
Alla vigilia del match d’andata il direttore sportivo Marcaccio assegnò al Taranto la palma di favorito per la vittoria finale. Indubbiamente domenica è cambiato qualcosa. Quindi, l’Ancona vive un moderato ottimismo o possiamo dire che si sente già con un mezzo piede in serie B?
No non direi. È normale che la città sta vivendo in maniera positiva, i biglietti sono andati a ruba (nella giornata di oggi sono terminati anche i biglietti di tribuna). Io credo che le caratteristiche della gara d’andata saranno le stesse nella gara di ritorno. Sono finiti i primi novanta minuti e ci saranno ulteriori novanta minuti e potrebbero non bastare. L’Ancona avrà il minimo vantaggio di giocare questi ulteriori novanta minuti o ulteriori trenta di fronte al proprio pubblico, però in una finale playoff credo che sono i valori tecnici a fare la differenza. Spesso l’episodio perché difficile da prevenire. Marcaccio definì il Taranto favorito perché sul campo aveva conquistato più punti dell’Ancona e avrebbe meritato il secondo posto. Ad oggi dopo il pareggio la situazione si mantiene simile.
Sappiamo che nei playoff quello che conta di più, oltre l’organico e le qualità tattiche, sono anche le motivazioni. In settimana c’è stata una polemica a distanza, abbastanza velata, tra il presidente Blasi e Schiavoni; infatti il secondo ha bollato come presuntuose le dichiarazione del patron tarantino che nel dopo gara si diceva certo del raggiungimento della serie B. Blasi, in questa piazza lo conosciamo, parla per grande determinazione. Forse la non volontà di esporsi in pari termini dal patron anconetano può definirsi come una minor convinzione dell’obiettivo da raggiungere?
Io sono dell’avviso che in certe partite gli stimoli non bisogna trovarli, ci sono e basta. Il giocatore di questa categoria vorrebbe soltanto giocare una finale playoff e provare a conquistare la categoria superiore. Gli stimoli sono insiti all’interno di ogni giocatore e non servono parole, allenamenti, tatticismi esasperati perché sono partite che hanno una storia a sé e chiunque andrà in campo darà sicuramente il 100%.
I presidenti sono gli unici di ogni singola società che possono dire quello che vogliono. Sono quelli che pagano, tirano fuori i soldi ed a volte sono anche quelli più trasparenti, più puri, più veri.
Dal punto di vista tecnico quali sono le novità nella squadra di Monaco?
Naturalmente il mister sta facendo un po’ di pretattica, perché ha quasi tutto l’organico a disposizione ( ad eccezione dei lungodegenti Baldanzeddu, De Sousa, Andersson) e non ha ancora sciolto i dubbi nel capire quella che potrebbe essere la migliore formazione da mettere in campo contro il Taranto. Monaco ha diverse soluzioni sia tattiche che di elementi all’interno dello stesso modulo che potrebbe adottare. Solo domenica mattina scioglierà gli ultimi dubbi e poi metterà in campo la formazione che ritiene migliore.
Le due società devono anche mettere in conto una forte delusione. Infatti, gioco forza una delle due dovrà uscire sconfitta e cambiamenti importanti sono preannunciati tanto in casa anconetana quanto, chissà, anche in casa Taranto. Da dove deve ripartire una squadra che esce sconfitta dalla finale playoff per riaccreditarsi con maggior vigore l’anno successivo?
Bisogna ripartire dallo stesso gruppo che ha portato questa squadra, che sia il Taranto o l’Ancona, in una finale playoff. Non smembrare la squadra, fare alcuni innesti oculati per puntare, l’anno successivo, ad un altro campionato di vertice. Questo tipo di metodologia può insegnarcelo il Sassuolo; una squadra che ha incontrato l’Ancona in C2 nei playoff per la promozione, tre anni fa ,e poi ha vinto i playoff. In C1 ha sempre disputato campionati di vertice ed è sempre rientrata nei playoff perdendo, ma al terzo anno è riuscita a centrare la promozione diretta mantenendo invariato il gruppo costruito negli anni con qualche inserimento opportuno.
Una società che fallisce la finale playoff per la B, debba ripartire dal gruppo che l’ha portata ad un passo dal campionato cadetto.
Commenti Recenti