Nel corso della trasmissione radiofonica “Febbre a 90” in onda sulle frequenze di Radio Cittadella (96.500MHZ), abbiamo ascoltato telefonicamente le opinioni dell’allenatore del Taranto: Franco Dellisanti.
Mister, domenica il Taranto ritrova i suoi tifosi.
Questa è un dato importante. Senza il sostegno dei tifosi per noi è molto penalizzante. Sono convinto che con il loro incitamento il Taranto avrebbe avuto più punti soprattutto nelle partite interne.
Dopo otto gare di campionato il puzzle della sua squadra può dirsi completato?
Il Taranto è in continua evoluzione: ci sono margini di miglioramento. Nelle partite giocate in casa il Taranto non ha demeritato e potevamo avere, per quello che abbiamo dimostrato in campo, qualche punto in più.
Perché il Taranto fuori casa commette meno errori rispetto alle partite interne?
Giocando in casa rischiamo qualcosa in più e lasciamo più spazi all’avversario. Infatti domenica è avvenuto proprio questo e sull’unica ripartenza della Paganese abbiamo subito gol.
Fuori casa si riparte meno e si sta più attenti in fase difensiva.
In questi giorni Prosperi ha affermato che il Perugia arriva in un momento sbagliato, cosa ne pensa?
Non sono d’accordo, perché in passato abbiamo perso in casa con la Juve Stabia e ci siamo ripresi subito. Una squadra forte è quell’organico che riesce a trovare subito energie e motivazioni dopo una sconfitta.
In questo momento, dopo una sconfitta in casa, il morale non è alto. Tuttavia se ci sono degli attributi, delle motivazioni credo che la gara di domenica sia l’occasione giusta per poterlo dimostrare.
Quali sono le maggiori insidie del Perugia?
Il Perugia è stato costruito per vincere il campionato con giocatori, dal punto di vista qualitativo, molto importanti (Cutolo, Ercolano, Mazzeo). Noi, sapendo di dover affrontare una squadra molto forte, non dobbiamo spaventarci bensì rispettare un organico così importante.
Se il Taranto gioca da Taranto può vincere contro chiunque. Andremo al “Curi” con l’intento di portare via il massimo.
L’assenza di una pedina importante a centrocampo come Paolucci obbliga a dover rimediare quasi con una soluzione unica: il 4-4-2. Da questo punto di vista, il recupero di un uomo come Pagliuca potrebbe dare qualche possibilità in più.
Come vede il giocatore: recuperato di testa e di gambe?
Recuperare un centrocampista come Pagliuca fa comodo, però il giocatore non gioca da Arezzo e bisogna valutare la condizione. Serve trovare tempo e modo per permettere a questo atleta di ritrovare la forma. In questo caso la partita di Perugia è troppo importante ed ho bisogno di gente al 100% della forma.
Del suo Taranto, di quali aspetti è orgoglioso e quali deluso?
Sostanzialmente non sono deluso. C’è il rammarico di non aver saputo sfruttare i turni casalinghi. Con qualche vittoria il Taranto poteva trovarsi in zona playoff.
Quando lei guarda al futuro, dove s’immagina il Taranto in classifica e dove s’immagina lei con il Taranto?
Il Taranto può vincere contro chiunque perché le potenzialità ci sono. Nel corso di un’annata esistono situazioni favorevoli che possono permetterti di guardare molto in alto. Non dipende solo dall’organico a disposizione o da come si esprime la squadra.
Quest’anno non abbiamo avuto le premesse per restare nei piani alti della classifica; abbiamo giocato in uno stadio sempre chiuso e qualche infortunio di troppo.
Ieri sul Quotidiano abbiamo appreso della delusione di Micco per non essere stato schierato domenica scorsa tra i titolari. Ha già chiarito con il giocatore e domenica a Perugia lo rivedremo tra i titolari?
Non credo che Micco si sia espresso in questa maniera. Dire deluso è troppo. Sicuramente sarà rimasto dispiaciuto, perché non fa piacere a nessun giocatore rimanere fuori. Io non devo chiarire niente con nessuno, perché lavoro con dei professionisti e devono accettare nel bene e nel male la decisione dell’allenatore.
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