Una favola amara con un finale inatteso. Potrebbe essere questo il titolo giusto per riassumere il 2008 del Taranto. Giorni pieni di attimi felici e momenti di delusione; vittorie indimenticabili e sconfitte cocenti; giocate superlative e gesti sconsiderati. Atleti, dirigenti e tifosi. Tutti, a loro modo, hanno lasciato un segno sull’anno che sta per concludersi.
Ironia del destino il 2008 si apre e si chiude con lo stesso risultato ed una prestazione deludente, ovvero un pareggio a reti bianche contro Pistoiese e Sorrento. Involuzione tecnica, giocatori demotivati, incertezze societarie sono le frasi che legano due periodi così lunghi a livello temporale, ma vicini sul piano dei fatti.
Le promesse di rinforzi da parte del presidente Blasi, allora come oggi, tengono con il fiato sospeso la tifoseria ionica. All’inizio del 2008 nel Taranto targato Marco Cari arrivano giocatori utili come Plasmati, Emerson, Prosperi; mentre Mancini e Zito consentono alla società di fare cassa ed intascare una cifra vicina al milione di euro.
Il 4 febbraio è una data impossibile da cancellare. Allo stadio Iacovone l’incontro tra Taranto e Salernitana si conclude con un roboante e spettacolare 4-2, con gli ionici straordinari nel chiudere la prima frazione in vantaggio per 4-0. C’è solo il Taranto in campo e la capolista Salernitana deve arrendersi ad una squadra che costruisce le basi per iniziare la scalata verso i gradini più alti della classifica.
Si passa dai 4 gol alla Salernitana ai 5 rifilati al Martina in una partita contrassegnata dall’enorme divario tecnico in campo. Tuttavia le poche vittorie in trasferta costringono gli ionici a rimanere sganciati dal treno playoff.
La lunga rincorsa verso gli spareggi continua e il Taranto cerca ancora il salto di qualità. La squadra appare immatura e nei momenti decisivi non riesce a rimanere concentrata. L’esempio più evidente rimane, nel mese di marzo, la vittoria sfumata negli ultimi minuti a Sorrento.
Bisogna aspettare la trasferta di Castellammare di Stabia, decisa da una punizione di Emerson, per battezzare il primo successo esterno.
Solo in primavera i rossoblu cominciano a prendere coscienza della loro potenzialità. Il successo squillante a Massa, è un segnale forte al campionato. Pastore e compagni si ritrovano terzi in classifica grazie ad un’altra spettacolare vittoria, allo Iacovone, contro la Lucchese.
Sale la febbre del tifo in città così come sale la condizione atletica dei giocatori ionici. Il prezioso pareggio conquistato a Crotone e la vittoria interna contro la Sangiovannese consentono al Taranto di centrare matematicamente l’obiettivo playoff.
Maggio diventa il mese di una rimonta quasi perfetta. In maniera rocambolesca il Taranto perde l’ultima partita della stagione regolare ad Ancona scivolando al terzo posto in classifica.
Durante le due semifinali playoff gli ionici sconfiggono il Crotone e centrano le finali contro l’Ancona. La formazione allenata da Marco Cari scrive un’altra pagina importante di una stagione incredibile.
Una storia dal finale triste, perché il sogno serie B tramonta l’8 giugno allo stadio “Del Conero” di Ancona. La sconfitta sportiva e l’inesistente programmazione societaria ingigantiscono i problemi all’interno della squadra. Il Taranto inizia a barcollare ed il presidente Blasi decide di eclissarsi per meditare sulle stategie. Intanto spuntano le prime voci su Salvatore Graniglia come successore alla presidenza del Taranto. Non ci sarà alcun seguito.
A Cingoli il 18 luglio, sotto la guida tecnica del tarantino Franco Dellisanti, parte la stagione 2008-2009 del Taranto. La scollatura tra società e tifoseria inizia a delinearsi. A luci spente prende forma il nuovo Taranto, ma i tifosi, ancora scossi dalla mancata promozione in cadetteria, scelgono la strada di una forte e definitiva contestazione. Non sono le amichevoli o il calcio mercato estivo a fare notizia. Viceversa le vicende extra calcistiche piombano in prima pagina.
Le prime gare della stagione, giocate in uno stadio Iacovone a porte chiuse, si caratterizzano per un rendimento positivo in trasferta e negativo in casa. Il Taranto appare una squadra costruita velocemente e senza una precisa identità. Ogni domenica mister Dellisanti è costretto ad improvvisare la formazione a causa di una rosa rabberciata da infortuni e squalifiche.
Il campionato delle partite interne a porte chiuse e delle trasferte proibite amaramente continua. Nella vittoria di Terni si registra il brutto infortunio a Paolucci. Una brutta tegola che segna, in senso negativo, il campionato dei rossoblu.
La disaffezione dei tifosi si accentua. Il tutto in opposizione alla nota politica a costo zero del presidente Blasi. Un’altra spaccatura, questa volta tra dirigenza e staff tecnico, arriva il 2 novembre dopo la sconfitta interna contro il Crotone allenato da Moriero. Gli ionici entrano in piena crisi di risultati e prestazioni scivolando nelle zone basse della classifica.
Serve a poco l’incontro chiarificatore tra dirigenza – giocatori – tifosi del 5 novembre e la vittoria interna contro il Lanciano. Lo spogliatoio rossoblu sembra una polveriera pronta ad esplodere.
Come una meteora, nella dirigenza ionica, arriva e fugge Franco Selvaggi. Durante il suo mandato salta la panchina di Franco Dellisanti e arrivano altre figuracce sul piano sportivo.
Si giunge ad oggi. Il presidente Blasi, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Stringara, decide di ritornare a seguire la squadra, promettendo di costruire una formazione nuovamente competitiva. Ma i tifosi lo attendono al varco: il 2009 è ad un passo.
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