Febbre a 90 del 30 aprile 2009

30 04 2009

Clicca qui  http://www.febbrea90.com/site/podcast/fan300409.mp3  per ascoltare la 30esima puntata di Febbre a 90.  Presentano: Antonello Napolitano, Paolo Inno e Francesco Vozza.

Ospiti della puntata: Luigi Carrieri – giornalista del Corriere del Giorno; gli addetti stampa della Taranto Sport:  Ninni Cannella;  del Gallipoli Calcio – Matteo Sciscioli .





Gli addetti stampa di Gallipoli e Taranto, ospiti di Febbre a 90 su Radio Cittadella

29 04 2009

Matteo Sciscioli e Ninni Cannella, addetti stampa rispettivamente di Gallipoli e Taranto, saranno gli ospiti della trentesima puntata di Febbre a 90, il magazine radiofonico a cura della redazione di www.febbrea90.com dedicato alla squadra rossoblù, in onda su Radio Cittadella (96.500 MHz), il giovedì dalle 19.00 alle 19.30 ed in replica il venerdì alle 10.15 e alle 22.30.

Nel corso della trasmissione, condotta in studio da Antonello Napolitano, Paolo Inno e Francesco Vozza, interverrà anche Francesco Friuli che racconterà della partita amichevole col Fragagnano.

Il programma sarà disponibile in formato mp3 anche sul sito web www.febbrea90.com, in streaming differito, facendo click sull’apposito link.E’ possibile anche scaricare lo stesso, posizionando il mouse sul medesimo link, sempre all’indirizzo www.febbrea90.com, selezionando col tasto destro la voce “salva oggetto con nome”. Spazio sarà dato anche alle opinioni degli ascoltatori, i quali potranno inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo redazione@febbrea90.com o un SMS al numero 392.086.03.68





Sala stampa di Taranto – Cavese. Mister Camplone “Risultato bugiardo”

26 04 2009

Queste le dichiarazioni post partita del tecnico della Cavese: Andrea Camplone.

Risultato bugiardo, perchè oggi abbiamo fatto la partita. Ci siamo fatti due gol da soli su due palle inattive. Alla fine un buon pareggio stava bene ad entrambe le squadre. Sostanzialmente è stata una partita molto tattica a centrocampo e noi non abbiamo sofferto. Non ci sono stati tanti tiri nello specchio della porta, ma un rigore negato per parte. L’arbitro, nel corso dei novanta minuti, ha diretto la gara senza obiettività. Secondo me c’era un rigore su Aquino evidente. Gli obiettivi finali rimangono invariati: cercheremo di raggiungere prima possibile un buon piazzamento nella griglia playoff: dipende tutto dalle nostre future prestazioni. Le prossime tre partite saranno fondamentali per centrare gli spareggi promozione. Il Taranto? Ho visto una squadra molto combattiva: hanno giocato con il cuore e sono stati accompagnati, in alcuni momenti, dalla buona sorte. Conoscevamo la loro pericolosità sulle palle inattive, però siamo stati spiazzati da due episodi sfortunati. Dopo aver subito la rete del pareggio è successo qualcosa: ci siamo disuniti. Siamo stati abili nelle ripartenze, ma poco cinici negli ultimi metri. Uscire a mani vuote dallo Iacovone, dopo questa partita, fa male. In alcuni frangenti dovevamo essere più determinati. La sconfitta subita quest’oggi ci servirà in futuro, perché nelle prossime settimane troveremo compagini caratterialmente cattive come il Taranto. Ci vuole più sacrificio da parte di tutti. Adesso dobbiamo riprenderci da questo scivolone e pensare al prossimo avversario: la Ternana”.





Mister Stringara: “Tifosi, dateci una mano”

25 04 2009

E’ stato un allenamento di rifinitura abbastanza movimentato quello andato in scena questa mattina presso il terreno di gioco dello Iacovone B. Ancora una volta i sostenitori ionici, una trentina, hanno contestato la formazione rossoblu chiedendo a gran voce l’allontanamento di alcuni giocatori. In particolare il brasiliano Lima e il capitano Pastore. Nessun problema di ordine pubblico, anzi, al termine della seduta tattica c’è stato un incontro chiarificatore tra tifosi ed i mister Stringara e Vincioni. Succesivamente abbiamo rivolto qualche domanda al tecnico di Orbetello.

Il tecnico dei rossoblu analizza quelle che potrebbero essere le conseguenze del risultato di domani. “La partita di domani è fondamentale. Quasi da dentro o fuori: se vinciamo abbiamo molte possibilità di salvarci direttamente, altrimenti sarà molto difficile sfuggire ai playout. Quella contro gli aquilotti sarà una partita difficile. Purtroppo stiamo vivendo un momento delicato: molti giocatori fisicamente non sono al 100%. Tuttavia le assenze e gli acciacchi sono problemi relativi, perché contro la Cavese la squadra metterà in campo la massima grinta. Dai miei ragazzi mi aspetto la giusta concentrazione. Tireremo fuori il meglio e giocheremo da Taranto. Adesso è arrivato il momento di mettere da parte le chiacchiere e dimostrare sul campo il nostro valore. Una volta scesi in campo, a tutti i costi,  dobbiamo cercare di attaccare e vincere”.

Il tecnico di Orbetello, dal punto di vista tecnico – tattico, non ha ancora deciso l’undici da opporre alla compagine di mister Camplone. “La formazione è ancora un rebus: ho deciso di tenere tutti i ragazzi sulla corda. Ognuno di loro deve essere pronto”. Questa mattina gli ionici hanno lavorato soprattutto sulle palle ferme, infatti Stringara non si nasconde e dichiara: “Abbiamo svolto un grosso lavoro sui calci piazzati, perché dobbiamo sfruttare le qualità dei numerosi saltatori presenti in formazione”. Per quanto riguarda la contestazione dei tifosi verso la squadra, l’allenatore rossoblu lancia un chiaro messaggio: “La contestazione dei tifosi è giusta. Segno di grande interesse dei sostenitori verso la maglia e la squadra della loro città. Ai tifosi, per l’incontro di domani, chiedo solo una cosa: dateci una mano”.





Aspettando Taranto – Cavese

25 04 2009

Guai a sbagliare. I rossoblu contro la Cavese devono assolutamente centrare un unico risultato: la vittoria. La formazione allenata da Paolo Stringara, in questi giorni contestata pacificamente dai tifosi, è al bivio: tutto dipende dal risultato finale della gara di domani. Un successo consentirebbe alla compagine ionica di rimanere viva nella lotta per evitare i playout; mentre una sconfitta taglierebbe ogni residua possibilità di salvezza diretta. Tatticamente si passa dal 3-4-3 al 3-4-1-2.

FORMAZIONE – Il Taranto riparte da Andrea Paolucci. Sembra questa l’intenzione di mister Paolo Stringara: costruire l’undici anti – Cavese sulla base delle caratteristiche tecnico – tattiche del giovane centrocampista rossoblu. Da un giocatore sicuramente titolare ad un altro, Alessandro Carrozza, probabilmente destinato alla panchina. Inoltre, contro gli aquilotti, non saranno della partita il capitano Pastore e il giovane attaccante Caturano. Quest’ultimo alle prese con un problema all’adduttore, mentre il difensore napoletano ha un problema al tendine d’Achille. L’idea Paolucci modificherebbe il 3-4-3 in 3-4-1-2 con il centrocampista di proprietà della Fiorentina schierato dietro le punte. Contro la Cavese rientreranno dalle squalifiche Prosperi e Di Bari. In sostanza il tecnico di Orbetello potrebbe schierare i seguenti giocatori: Barasso in porta; Migliaccio, Di Bari, Prosperi in difesa; Sosa, Giorgino, Lima, Micco a centrocampo; Paolucci trequartista dietro la coppia Dionigi – Da Silva.

CAVESE – Il pareggio a Pistoia non è stato ancora digerito in casa Cavese. Amareggiati per il mezzo passo falso di domenica scorsa, gli aquilotti non hanno nessuna intenzione di perdere altri punti nella rincorsa ai playoff. In classifica, la società del presidente Fariello occupa il terzo posto con 52 punti. Lontano dal “Simonetta Lamberti” i campani hanno raccolto 5 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. A Taranto i giocatori di mister Camplone intendono sfoderare una prestazione vincente e convincente. Facendo risultato allo Iacovone, i biancoblù potrebbero approfittare degli scontri diretti d’alta classifica, previsti nella 31esima giornata, guadagnando punti preziosi.





Vittorio Galigani in esclusiva a Febbre a 90: “Pagni vuol coprire i suoi errori…”

24 04 2009
di P.Inno, Napolitano, Vozza – 25/04/2009

 

Dalla fine di gennaio, le loro strade si sono separate. Ma Vittorio Galigani e la Taranto Sport tornano a parlarsi, in qualche modo. Tornano a lanciarsi occhiate cariche d’effetto, condite da un pizzico di rabbia e di dubbia indifferenza. Tornano a parlarsi, a confrontarsi. Non lo fanno attorno un tavolo ma affidandosi a messaggi lanciati nel cielo, forse non luminosi come fuochi d’artificio, ma certo roboanti come tuoni. Messaggi che, una volta giunti al suolo, qualcuno saprà cogliere e coltivare, qualcuno vorrà interpretare o farà finta di nulla. Quando Pagni maledice luglio per la debolezza intrinseca del Taranto, Vittorio Galigani non può far finta di non aver sentito. “La sua gioventù gli fa dir cose che sarebbe meglio tacere” – precisa l’ex diggì rossoblu. Ed allora, Vittorio Galigani decide di raccontare la sua verità, sollevando appena il coperchio di una pentola bollente e pronta a partorire storie in parte già note, in parte sconosciute. Senza forzare la mano, perché forse, altrimenti, scatenerebbe la burrasca. “Ora sono sereno” – afferma Galigani. “Se ho deciso di venir via da Taranto è perché volevo tirarmi fuori da situazioni ingombranti di cui, in fondo, non ero responsabile”.

Appena dopo la partita, Pagni ha definito “figlia di luglio” la rovinosa sconfitta di Lanciano. Cosa risponde Vittorio Galigani all’attuale ds del Taranto?

Direi che Pagni, con la sua gioventù, si lascia andare ad esternazioni che nulla hanno a che fare col Taranto attuale. Invece di guardare ad aspetti che non gli competono, Pagni dovrebbe pensare soltanto alla sua gestione. In quel periodo Pagni non c’era e non può sapere cosa stesse accadendo in società, né come e perché si fosse arrivati a certe scelte. Evidentemente, Pagni dimentica che quella squadra – dopo sette giornate di campionato – era quarta in classifica e nel pieno giro dei play off. Davvero, non comprendo come ci si possa lasciare andare a certe dichiarazioni. Mi meraviglio … Ma la gioventù, alle volte, porta a fare certi errori, a coprire le proprie nefandezze cercando di scaricare su altri le proprie responsabilità.

Al l tavolo dei colpevoli, quindi, lei non ha voglia di sedere …

Semplicemente, io ho deciso, ad un certo punto, che non volevo più esser coinvolto in scelte che non ritenevo consone al prestigio della città. Così ho deciso di farmi da parte.

A quali scelte si riferisce?

Per tanto tempo ho dovuto affrontare certe situazioni in prima persona. Ma mi ero stancato di vedere che non si riusciva a venirne fuori. Ecco perché ho scelto di allontanarmi. Ma, come si suol dire, il tempo è galantuomo ed allo stato attuale vedo riaffiorare le stesse difficoltà che ho dovuto sopportare io in passato.

Vogliamo chiamare col loro nome queste difficoltà?

Gestione dello spogliatoio, gestione dei risultati: io contestavo che certi giocatori dovessero rimanere  a Taranto perché, secondo me, non potevano più restare. Bene, quei giocatori sono rimasti. Altri, invece, che a mio giudizio non dovevano andar via, sono partiti. E poi, ci sono aspetti di gestione societaria di cui non ho parlato prima e di cui non intendo parlare adesso.

Non ha mai pensato di avere pagato anche per colpe di cui non era responsabile? La questione stadio, ad esempio …

Io già sapevo quel che sarebbe accaduto nella vicenda relativa agli steward. Fu, quella, una vicenda presa con troppa leggerezza, nonostante i miei sforzi per far comprendere le difficoltà che sarebbero sorte per il  mancato rispetto della normativa per lo stadio, gli steward, l’impianto antincendio. Puoi metterci tutta l’applicazione che vuoi, ma se il tuo interlocutore non vuole intendere, è chiaro che le cose non possono andare avanti. Questo è uno dei tanti motivi che mi hanno portato alle dimissioni. E poi, ripeto, sono andati via giocatori che dovevano restare mentre altri che, secondo me, non erano più degni della maglia del Taranto, sono invece rimasti.

Se la sente di fare i nomi dei giocatori a cui si riferisce?

Non mi pare il caso. Dal 27 gennaio, giorno delle mie dimissioni, non ho più visto giocare il Taranto. Leggo poco i giornali locali perché difficilmente sono a Taranto, ma da quello riesco a captare quando sono in città, mi sembra di capire che le critiche s’indirizzino sempre in determinati ruoli e settori. Sono andati via dei giocatori verso cui non c’era più fiducia, alcuni non sopportavano i ritardi nel pagamento degli stipendi, altri non s’erano ambientati bene. Ne sono arrivati di nuovi, cinque in tutto. Ma mi pare che i risultati siano sotto gli occhi di tutti …

Non crede che Dellisanti sia stato allontanato in maniera troppo affrettata? Non era, forse, più giusto concedergli ancora una chance?

Questa è una storia che andrebbe valutata nella sua interezza più totale. Dellisanti viene allontanato dopo che la squadra aveva raggiunto una posizione play off a cui avevano fatto seguito la gara contro la Paganese, poi quella di Perugia, infine quella interna contro il Crotone. Tre sconfitte consecutive, con tutte le polemiche di corredo e con i giocatori che si lamentavano perché non percepivano retribuzioni e non avevano divise per gli allenamenti. C’era, insomma, un insieme di difficoltà. In quel clima, Blasi decise di far entrare in società Franco Selvaggi. Ora, tra Selvaggi e Dellisanti non è mai corso buon sangue e, quindi, dopo la sconfitta contro il Gallipoli, Blasi e Selvaggi decisero di esonerare Franco Dellisanti. Questa è la realtà. Da lì in poi, sono passati quindici giorni prima che s’arrivasse al nuovo allenatore. Si parlava di Di Canio ma, poi, non se ne fece nulla. Selvaggi, a quel punto, ha rassegnato le dimissioni ed il Taranto s’è ritrovato senza lui e, ancora, senza guida tecnica. Io m’ero allontanato dalla squadra ed avevo smesso persino d’andare allo stadio. C’è stata, quindi, una corsa frenetica per ingaggiare un nuovo allenatore e l’unico disponibile ad allenare il Taranto è stato Paolo Stringara.

Che cosa ha pensato quando ha appreso delle dimissioni di Selvaggi, giunto come “garante”, col compito di traghettare il Taranto verso altri lidi? Anche lui ha gettato la spugna abbastanza presto …

Anche lui avrà verificato con mano che non c’era possibilità di portare avanti la gestione del Taranto.

In termini percentuali, quante possibilità ha il Taranto di salvarsi?

Se ci fosse buona volontà da parte di tutti, società, squadra, tifoseria, il Taranto avrebbe tutte le carte in regola per salvarsi. Ma, ripeto, occorre compattarsi perché la Prima Divisione è un patrimonio della città: le persone passano, i colori e la maglia restano. Io credo che ci vorrebbe buon senso: parlare meno e fare più fatti per salvare una categoria conquistata con gran sacrificio.

Crede che il Taranto, a gennaio, si sia davvero rinforzato?

I risultati, io credo, parlano da sé.

Che cosa ha pensato quando,  dopo la vittoria interna contro la Real Marcianise, Blasi e Pagni annunciavano in sala stampa l’assalto alla B per la prossima stagione?

Ho pensato che si sono fatti prendere la mano. Anche in questo, poi, c’è stata una strumentalizzazione che travalica il fatto meramente sportivo. Si è andati ad operare in altri settori che nulla c’entrano con lo sport.  Per me è stato fatto un errore.

Si riferisce all’ingresso di Blasi in politica?

Beh, mi pare che sia sotto gli occhi di tutti.

Lei conosce a fondo Blasi.  Ci può raccontare cosa passa per la testa di un presidente che, ciclicamente, decide di smantellare e poi, puntualmente, rilancia alzando la posta in palio?

Blasi è un istintivo ed un entusiasta. Così come si entusiasma nel momento positivo, si deprime quando le cose non vanno eccessivamente bene. Certi suoi atteggiamenti, spesso, vengono fraintesi. Ma credo che, in fondo, sia lui che non vuole farsi comprendere. In passato c’è stato attrito nell’ambiente tarantino. Ora, con difficoltà, Blasi sta cercando di rimettere in piedi i rapporti interrotti. Voglio ricordare quello che è successo l’anno scorso. A gennaio, allontanato Evangelisti, abbiamo portato a Taranto giocatori validi ed abbiamo compiuto una rimonta eccezionale, arrivando a giocare la finale play off. Nonostante ciò, la società era contestata. Figuriamoci, adesso, quanto sia difficile ricucire i rapporti coi tifosi.

I suoi rapporti personali con Blasi di che natura sono?

Interrotti dal 27 gennaio.

Anche Iodice, attuale Direttore Generale del Taranto, ha rivelato di aver trovato terra bruciata attorno alla società: comunicazioni istituzionali interrotte, disorganizzazione …

Non credo di aver mai interrotto rapporti istituzionali. Cosa dire … Sono ragazzi … Quello che ho detto per Pagni, vale pure per Iodice. Quando si è giovani e si conosce poco l’ambiente, si è portati a fare dichiarazioni poco consone alla gestione di una società importante come il Taranto.

Se ne avesse la possibilità, cambierebbe qualcosa della sua storia col Taranto? Ci sono scelte che non ha fatto e che, invece, col senno di poi, sarebbe stato giusto fare?

Io ho sbagliato perché dovevo andarmene dopo la sconfitta play off contro l’Ancona. Da quel giorno c’è stato un vuoto gestionale che è durato sino a due giorni prima del ritiro di Cingoli. Non c’era allenatore, i giocatori se n’erano andati, c’era un clima di incertezza totale. Dovevo essere più risoluto ed andar via in quel momento. Non l’ho fatto, rifiutando offerte di altre società, per l’affetto che mi lega alla città, alla squadra e perché non mi sembrava corretto abbandonare Blasi a se stesso.

Ed oggi, con quale sentimento guarda alle sorti del Taranto?

Rimango tifoso del Taranto e mi auguro che possa salvarsi senza passare per la roulette dei play out.

Immaginiamo, per un attimo, che lei fosse rimasto al suo posto. Che cosa avrebbe dichiarato a seguito di una sconfitta grave come quella di Lanciano?

Non è una cosa che mi compete. Non voglio fare il professore e non voglio insegnare niente a nessuno. Se ho deciso di venir via da Taranto è perché  volevo tirarmi fuori da situazioni imbarazzanti ed ingombranti. Ognuno ha il modo proprio di gestire le cose e chi c’è adesso deve essere in grado di tirarsi fuori da questa brutta sensazione che c’è.

Che cosa accade il prossimo anno per Galigani e per la Taranto Sport?

Al Taranto auguro la salvezza, sperando che attorno all’ambiente si possa creare più tranquillità. Per quel che mi riguarda, sono trent’anni che mi occupo di calcio e non credo di doverlo abbandonare proprio in questo momento. Ricevo attestazioni di stima da parte di molte società: credo che presto tornerò in sella.





Febbre a 90 del 23/4/09

23 04 2009

Clicca qui  http://www.febbrea90.com/site/podcast/fan230409.mp3  per ascoltare la 29esima puntata di Febbre a 90. In studio Antonello Napolitano, Paolo Inno e Francesco Vozza.

Nel corso della puntata sono intervenuti: Dino Pagliari (allenatore del Lanciano); Vittorio Galigani ; Davide Lamberti (giornalista di Cava dei Tirreni) e Leo Spalluto (giornalista del Corriere del Giorno).





Mister Pagliari a Febbre a 90 : “Il gruppo è la forza del Lanciano”

23 04 2009

Nel corso della ventinovesima puntata di Febbre a 90 andata in onda su Radio Cittadella (96,500 MHz), abbiamo ascoltato le dichiarazioni dell’allenatore della Virtus Lanciano: Dino Pagliari. Il tecnico dei frentani ha commentato il successo ottenuto contro il Taranto; ha elogiato il suo gruppo, definendo singolare l’attuale graduatoria della Prima Divisione girone B.

 

 

Cosa ha avuto il Lanciano più del Taranto nell’incontro di mercoledì?

 

“Una convinzione maggiore nell’arco di tutta la partita”.

 

Un punto a Foligno, tre contro il Taranto e domenica c’è la Juve Stabia. In queste tre gare si decide la salvezza della sua squadra?

 

“Decide in parte. Adesso abbiamo fatto bene però dobbiamo prepararci e recuperare energie per sconfiggere la Juve Stabia”.

 

Mercoledì i suoi giocatori sembravano animati dalla convinzione di dover fare qualcosa d’importante. Difficilmente sta sbagliando gli incontri decisivi della stagione. Cosa serve ad un gruppo per salvarsi?

 

“Il gruppo. Semplicemente giocare da squadra. Quando l’abbiamo fatto siamo stati in grado di mettere in difficoltà gli avversari con prestazioni di grande intensità, attenzione, applicazione. In questo momento serve proprio questo. Contro il Taranto abbiamo dato una buona dimostrazione di un aiuto reciproco che è la forza del Lanciano”.

 

Quale idea si è fatto del Taranto?

 

“Non è corretto e non parlo dei problemi delle altre squadre. Per rispetto, non essendo allenatore del Taranto non posso esprimermi”.

 

Quando allenava il Ravenna ha affrontato il Taranto nelle zone alte della classifica. A questo proposito si aspettava, nel corso degli anni, una metamorfosi cosi evidente nelle ambizioni rossoblu?

 

“Non vivo la quotidianità. Da lontano e da fuori, come fa una persona a valutare quello che succede? È impossibile”.

 

Una valutazione su questo campionato piuttosto livellato verso il basso e forse diviso in due tronconi: o si è nella zona playout oppure nei playoff.

 

“Si è una cosa particolare. Da quando alleno non mi è mai capitato una cosa del genere. Ci sono sei squadre,con le altre undici, con un distacco minimo di 9-10 punti. Fino a 2 domeniche fa c’erano undici squadre impelagate nella lotta per non retrocedere e le altre si giocavano i playoff”.

 

Quanto è stato difficile per il Lanciano ritornare ad allenarsi dopo la tragedia terremoto?

 

“È una tragedia che ha colpito direttamente ed indirettamente tante persone. Una tragedia umanamente pesante. È stata difficile per noi. Nei nostri alberghi sono arrivati tantissime persone”.

 

Per i playout ritiene che i giochi siano quasi fatti oppure ci possono essere dei stravolgimenti in classifica?

 

“I giochi non sono fatti. La matematica non ha ancora condannato nessuno”.





Virtus Lanciano Taranto 2-0 – I rossoblù si svegliano troppo tardi.

22 04 2009
di Antonello Napolitano per febbrea90.com- 22/04/2009

 

Lanciano (dal nostro inviato) – Il Lanciano fa la partita che avrebbe dovuto disputare il Taranto: ci mette grinta, fa muro a centrocampo ed irrompe senza troppa fatica nelle retrovie rossoblù. Gli ospiti, davvero deludenti, subiscono da subito l’iniziativa degli avversari, soprattutto nel primo tempo. La squadra rossoblù si sveglia solo nella ripresa dopo che Paolucci, inspiegabilmente lasciato in panchina, subentra a Lolli dando ai suoi una marcia in più. Il Lanciano è stato però abile nelle ripartenze e dal possibile 1-1 si è passato al 2-0 grazie anche ad un papera del portiere rossoblù. Per il Taranto, che oggi non ha potuto contare sugli squalificati Prosperi e Di Bari e gli infortunati Spinelli e Miglietta, la situazione è ora difficile. Invischiato in piena zona play-out deve affrontare nelle prossime due gare Cavese e Gallipoli. L’impresa della salvezza a questo punto non sembra facile a meno che non ci sia una grande reazione di orgoglio e volontà che troppe volte è però mancata.

Per quanto riguarda gli spalti, da segnalare due striscioni  in ricordo del terremoto del 6 aprile: Il primo è comparso in gradinata tra i tifosi frentani: “Tutti aquilani, tutti  abruzzesi”; il secondo, accolto da un lungo applauso,  nella curva dei supporters ospiti: “Taranto e si suoi ultras vicini al dolore abruzzese”.

La prima azione degna di nota, dopo soli due minuti, è di marca frentana ed ha come protagonista, Morante il quale si  allarga a  destra e fa scoccare un tiro che si perde oltre la traversa. Il vantaggio dei padroni di casa è rinviato solo di pochi minuti ed arriva al 12, su calcio di punizione dai 25 metri,  eseguito magistralmente, da Mammarella che  insacca alla sinistra di Barasso.

Il Taranto prova a reagire un minuto dopo, con un sinistro di Carrozza, ma il portiere Aridità blocca senza difficoltà. E’ tuttavia il Lanciano a mostrasi ancora intraprendente:  al 14, con Morante il quale fa partire un diagonale impreciso che si perde sul fondo. Due minuti dopo con Mammarella che ci prova di nuovo da lontano con un sinistro potente ma impreciso.

Finalmente si vede anche il Taranto che spreca incredibilmente:  al 20, Carrozza, dopo aver ricevuto da Giorgino,  la mette al centro per Dionigi il quale  scambia palla con Da Silva, il cui destro impegna in calcio d’angolo il portiere Aridità.

A questo punto ci si aspetta una maggiore spinta da parte degli ospiti. Paradossalmente sono però i frentani  a minacciare costantemente la porta avversaria, bravi  anche a spezzare sul nascere il gioco degli ionici.

E così, Mammarella, al 32, crossa per Tarquini che prova la conclusione, ma per fortuna Micco riesce a intercettare la palla. Pochi secondi dopo il Lanciano colpisce un palo con Margarita il quale conquista palla a destra, si accentra e fa partire un destro velenosissimo che si infrange sul palo alla sinistra di Barasso.  Per il Taranto da segnalare al 36 minuto, un tiro dalla distanza di Da Silva che però risulta piuttosto impreciso.

Nella ripresa Paolucci subentra a Lolli, e la mossa fornisce agli ospiti una marcia in più. Al 4, è proprio Paolucci a dare palla a Dionigi che si smarca, entra in area e fa partire un tiro-cross che viene intercettato dal difensore Bognar. Sei minuti dopo Da Silva cede palla a Micco, che sopraggiunge in area e tira verso la porta, ma la sfera viene svirgolata in angolo dal difensore Vincenti.

Al 17, bella iniziativa degli ospiti: Dionigi, dopo aver ricevuto palla da Giorgino,  imbecca Caturano il quale serve da Silva in posizione favorevole. Da censurare però  la conclusione del brasiliano che rovina tutto mandando la palla alle stelle. Al 19’, da segnalare un tiro cross del bravo Paolucci che impensierisce il portiere Aridità.

Cinque minuti dopo rossoblù si propongono di nuovo in avanti con Da Silva che di fronte ad Aridità  tenta  vanamente di superarlo con un  pallonetto.

Al 26,’ il Taranto capitola. Bognar dialoga con Mammarella che va al tiro, deviazione di Pastore, e grande intervento di Barasso che devia in angolo. Sul successivo tiro dalla bandierina di sinistra di Mammarella, Barasso esce a vuoto e si fa scavalcare dalla palla, e per Cossu, tutto solo sul secondo palo, è sin troppo facile trafiggere la rete.

Da segnalare successivamente alcune azioni del Taranto.  Al 30,  calcio di punizione battuto da Micco al centro per la testa di Migliaccio, il cui tiro viene bloccato dal portiere. Al 35, angolo di Paolucci  per la testa di Migliaccio che finisce di poco oltre il montante. Due minuti dopo lo stesso Paolucci, migliore degli ionici,  batte una punizione che si infrange sul palo sinistro.

Nel finale da segnalare un cross di Mammarella per la testa di Margarita che impegna severamente Barasso, ancora una volta incerto su cosa fare e, dall’altra parte,  un’iniziativa di Da Silva che  giunto sul fondo crossa verso il centro dove non c’è nessuno a raccogliere palla.

 

TABELLINO

LANCIANO (4-4-1-1): Aridità, Bognar, Vincenti, Cossu, Oshadogan, Bolic, Margarita, Tisci, Morante (19st Colussi), Tarquini (3st Alfageme), Mammarella. A Disposizione: Bordeanu, Musca, Erba, Romano, Pagliarini. Allenatore: Dino Pagliari.

TARANTO (3-4-3): Barasso, Migliaccio, Pastore, Sosa, Lolli (1st Paolucci), Pastore, Migliaccio, Micco, Giorgino, Lima, Dionigi (33st , Marolda), Da Silva, Carrozza (12st Caturano). A diposizione: Nordi, Cesareo, Sciaudone,   Barrios.

ARBITRO: Irrati di Pistoia – Assistenti: Ciampa di Torre del Greco e Surano di Nocera Inferiore

AMMONITI: Giorgino per il Taranto, Colussi per il Lanciano.

ANGOLI: 5-5

RETI: 12pt Mammarella (L), 26st Cossu (L)

NOTE: Giornata nuvolosa, campo non in perfette condizioni per la pioggia caduta il giorno prima.  Presenti circa 1000 spettatori, di cui una cinquantina da Taranto.





Aspettando Virtus Lanciano – Taranto

22 04 2009

Sarà un mercoledì pomeriggio da leoni per Lanciano e Taranto. Le due formazioni, allo stadio Guido Biondi, recuperano la gara sospesa l’11 aprile a causa della tragedia terremoto in Abruzzo. Ionici sest’ultimi con 33 punti, frentani quint’ultimi con 32. I rossoblu devono evitare passi falsi: il baratro dei playout è distante un punto. Nessuna esagerazione: il recupero della 29esima giornata può considerarsi un autentico spareggio salvezza. Saranno 1650 i tagliandi a disposizione della tifoseria tarantina.

FORMAZIONE –  Paradossalmente la sconfitta di Foggia ha restituito un Taranto nuovo: assai convincente fino all’espulsione di Prosperi. Anche a Lanciano serve una prestazione dinamica, propositiva e poco prevedibile. In questo senso Paolo Stringara, assieme a Prosperi squalificato per l’espulsione rimediata allo Zaccheria, potrebbe confermare gran parte degli uomini scesi in campo domenica scorsa. L’uruguaiano Sosa prenderà il posto di Prosperi in difesa; Lima rientrerà dalla squalifica e, in mezzo al campo, dovrebbe fare reparto con Giorgino. A destra del centrocampo potrebbe esserci spazio per Sciaudone. Panchina precauzionale per Paolucci: giocare un’altra partita dopo tre giorni, nonostante i sei mesi di assenza, potrebbe essere un errore. Sul piano tattico confermato il 3-4-3. L’undici anti  - Lanciano dovrebbe essere il seguente: Barasso in porta; Migliaccio, Pastore, Sosa in difesa; Sciaudone, Giorgino, Lima, Micco a centrocampo; Da Silva, Dionigi, Carrozza tridente d’attacco. 

LANCIANO – Il pareggio conquistato a Foligno ha restituito tranquillità al gruppo rossonero. La squadra del presidente Valentina Maio è consapevole di giocarsi, contro Taranto e Juve Stabia, una stagione intera. Poche incertezze per Dino Pagliari, tecnico dei frentani. Mammarella e Turchi dovrebbero essere disponibili, mentre calano le probabilità per El Kamch e Amenta. Squalificato Daleno. Tatticamente gli abruzzesi dovrebbero schierarsi con un 4-4-1-1. In campo potrebbero scendere i seguenti giocatori: Aridità; Musca, Bolic, Oshadogan, Morabito; Turchi, Cossu, Tisci, Margarita; Alfageme; Colussi.