Nel corso della trentaduesima puntata di Febbre a 90 andata in onda su Radio Cittadella (96,500 MHz), abbiamo fatto il punto sul campionato del Taranto ascoltando le dichiarazioni del preparatore dei portieri della formazione rossoblù: Gianfranco Degli Schavi. La bandiera del calcio ionico, in questa stagione, non si aspettava di allenare tre possibili portieri titolari e rimane fiducioso per la gara di domenica a Sorrento. Inoltre, secondo il mister, Taranto non è mai arrivato al calcio che conta a causa di tanta gente invidiosa.
Qual è la sua percezione su questa settimana e sulla gara di domenica?
“ La percezione è quella di una partita importante. Una gara difficilissima, ma siamo consapevoli che abbiamo a disposizione soltanto un risultato”.
Ad inizio anno si aspettava una stagione così tribolata?
“ Diciamo di no. Non mi aspettavo i playoff però credevo ad un campionato più tranquillo”.
Se riguarda indietro al film di quest’anno, quando riesce ad identificare il momento in cui si è accorto che ci sarebbe stata la condanna a soffrire per tutta una stagione?
“ A Pagani, perché una vittoria ci avrebbe dato la spinta per una salvezza tranquilla”.
A Potenza, prima della partita, “coccolava” Cazzola che viveva un momento difficile per le contestazioni subite dai tifosi. Il Taranto in questa fase finale del campionato è stato un po’ beccato dai propri sostenitori. Qual è la difficoltà di mantenere la tranquillità, consapevoli che ci si gioca la credibilità di fronte a tanta gente?
“ Un giocatore che sceglie di giocare in una piazza come Taranto deve essere preparato anche a queste circostanze. I sostenitori ionici ti regalano una spinta importante e chiedono ogni domenica la giusta determinazione”.
L’alternanza dei portieri come e quanto ha influito sui risultati di questa stagione?
“ Ha influito parecchio, perché è difficile gestire tre titolari. Non è stato facile, a livello mentale, gestire questa situazione. Aver avuto in rosa tre portieri è stata un’anomalia: molte volte chi faceva il terzo “titolare” si sentiva escluso. Per esempio Faraon l’anno scorso ha giocato titolare nelle ultime gare decisive e adesso si è ritrovato terzo portiere. Penso che non sia felice di ciò che è accaduto. La mentalità del portiere è importante: ti trasmette la giusta forza da scaricare in campo”.
L’anno prossimo bisognerà cambiare la squadra. Si incomincerà proprio dal ruolo del portiere, stabilendo un ordine preciso?
“ Quella di quest’anno, anche se negativa, è stata un’esperienza. Secondo me la società si opererà per il bene del Taranto. Non sono io quello che deve decidere, ma rimango a disposizione per eventuali consigli”.
Mister domenica si gioca sull’erba sintetica. Sta effettuando allenamenti particolari con i portieri?
“ No, perché basta il riscaldamento prima della partita per risolvere eventuali dubbi”.
Quando si ha di fronte una gara in cui ci si gioca l’intera stagione la pressione è notevole. C’è un po’ di paura che domenica si materializzino ancora le fragilità psicologiche che il Taranto ha dimostrato a fasi alterne nell’ultima parte del torneo?
“ Il fattore della pressione esiste: c’è chi riesce a gestirla e superarla al 100% e chi ha difficoltà ad affrontare questo tipo di partita con la dovuta concentrazione. Domenica il pallone “peserà” 10 kg. Nel gruppo c’è voglia di fare risultato, perché il Taranto non merita di andare nei playout”.
Come è stata possibile questa metamorfosi di risultati in trasferta?
“ Abbiamo perso delle partite in cui abbiamo dominato: per esempio gli incontri di Pagani e Gallipoli. Può succedere. Purtroppo sono quelle annate che ti va tutto male”.
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