Il ruolo è quello più delicato, ma quando riescono a conquistarsi la fiducia dell’ambiente è difficile separarsi da loro. Stiamo parlando dei portieri. A Taranto, dal 1987 al 1991 e dal 1998 al 2001, Gianpaolo Spagnolo ha rappresentato una delle ultime bandiere rossoblù. Il presidente D’Addario, dopo l’esonero di Braglia, ha deciso di affidarli il ruolo di preparatore dei portieri. L’ex capitano ionico, ai microfoni di Febbre a 90, ha svelato una delle caratteristiche essenziali per vincere: la progettazione. Un elemeno rintracciabile, secondo l’ex numero uno, nell’attuale gestione societaria.
La notizia del giorno è il rinnovo del contratto di mister Brucato.
“ E’ un segnale forte che dimostra gli obiettivi ambiziosi della nuova società. Perché nel calcio non c’è approssimazione e si possono raggiungere degli obiettivi solo con un’adeguata progettazione”.
Come si può arrivare a raggiungere, quest’anno, un obiettivo importante come la serie B?
(sorride ndr). “Non esiste una chiara ricetta. Ci sono delle difficoltà: esistono altre squadre agguerrite e ben costruite per compiere il salto di categoria. Il Taranto, rispetto a queste società, non ha nulla in meno. È pur vero che queste compagini, da tanto tempo, lottano per la promozione in cadetteria. Hanno mantenuto un assetto tecnico degli anni passati cambiando solo qualche tassello. Il Taranto è un’ottima formazione, però ci sono stati tanti cambiamenti. Compreso l’allenatore che lavora da 5 giornate. È importante che la società abbia buoni propositi per arrivare al traguardo della serie B. Possibilmente quest’anno? Ce lo auguriamo tutti quanti. Un progetto vincente può essere anche a medio-lungo termine. Se la fortuna ci darà una mano possiamo arrivare, anche quest’anno in serie B. Il campionato è lungo e il Taranto rimane, in zona playoff, a 8 punti dalle prime. Giochiamocela fino alla fine”.
Dicevi: non è facile raggiungere la promozione. Il presidente D’Addario, domenica scorsa, abbandonando la sala stampa ha affermato: “vinceremo il campionato”. Da dove nasce questa certezza?
(sorride nuovamente ndr). “Bisogna chiederlo al presidente. Sicuramente, è un imprenditore di successo che ha fatto, attraverso il proprio intuito, fortuna. Probabilmente ha messo, nel calcio, il suo spirito imprenditoriale ed è certo delle sue parole. Anche io, nella vita, sono un ottimista. Però l’esperienza mi ha insegnato che nel calcio l’ottimismo non basta. Bisogna avere una dose di fortuna: elemento, che nell’ultimo periodo, non sta accompagnando il Taranto”.
Questo ottimismo fa aumentare la pressione o funge da stimolo per il gruppo?
“ Può fungere da stimolo e qualunque giocatore vorrebbe avere un presidente che punti alla serie B. E’ gratificante. Il Taranto è abituato a ben altro. Nei miei trascorsi calcistici sono stato fortunato a vedere Taranto a certi livelli”.
Se Pescara e Verona sono in cima alla classifica il merito è anche dei loro portieri. Nel corso di un intero campionato, quanto incidono le prestazioni del portiere? E quali sono le differenze tra Bremec e Rafael?
“ Bisogna vedere il lavoro di gruppo. Il portiere cerca, in maniera estrema, di evitare il gol. Può succedere che, nell’arco del campionato, una squadra sia così forte da utilizzare poco il portiere. E cosi’ si subiscono pochi gol non per bravura del portiere, ma grazie al lavoro del gruppo. Non c’è una regola che determini, in termini percentuali, il merito di un portiere. Ovviamente, tra gli undici in campo, è uno dei ruoli con maggiore responsabilità. La differenza tra i portieri: Rafael è un portiere valido, ma non è costante. Viceversa, Bremec è costante.
Quando difendevi i pali del Taranto, lo Iacovone era inespugnabile. Come mai, adesso, è diventato terra di conquista?
“ Da quando alleno a Taranto, la squadra non ha mai perso. Un conto è perdere le partite; un conto è pareggiarle. I tifosi e la società puntano sempre ai tre punti. Ma il calcio non è matematica: non sempre la squadra più forte vince. Per esempio domenica abbiamo costruito: 7-8 palle gol. E, purtroppo abbiamo segnato solo due gol. Il Potenza è uscito due volte dalla propria metà campo ed ha fatto due gol. Alcune volte bisogna fare i conti con delle situazioni particolari. I lucani, domenica scorsa, hanno pareggiato grazie agli errori dei singoli”.
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