Questa è una città

4 05 2009

«Questa è una città» - 

 

 

di Giovanni Spada

Questa è una città

martoriata e sconfitta già

questa è una città

schiamazzi, carne e birra accanto la divinità

questa è una città

delusa e confitta

questa è una città

calugnosa ed affranta

questa è una città

dagli intellettuali chiusi nei club

questa è una città

gare senza aste

questa è una città

tanti padroni, senza memoria

questa è una città

paura di guardare

questa è una città

che ammazza il mare

questa è una città

discriminata dai suoi paesi

questa è una città

abbandonata dai fuorisede

questa è una città

politica nella viltà

questa è una città

becerismo e casinò

questa è una città

“la colpa è di tanti anni fa”

questa è una città

la cultura resta fuori

questa è una città

occupata dall’inciviltà

questa è una città

divertita dal peggiore

questa è una città

dai buoni propositi indolore

questa è una città

che mai ce la farà.





Taranto , la NATO e la Cina

21 06 2007

Se gli eventi dovessero avere un seguito positivo, il Golfo di Taranto verrà ricordato nei manuali come il luogo in cui ha avuto inizio la perestroika cino – occidentale o alla peggio , come quella della scoperta avances dell’ Organizzazione del Patto Atlantico del Nord alla Repubblica Popolare Cinese.
La più grossa agenzia di stampa cinese “XINHUA” ha pubblicato un ampio servizio (www.chinaview.cn) con un titolo che non lascia alcun dubbio: LA NATO SPERA IN CONTATTI DIRETTI CON LA CINA.
Pare che la NATO nella persona del generale RAY HENAULT voglia mettere una pietra sul passato(bombardamento dell’ambasciata cinese a Belgrado in cui morirono alcuni giornalisti cinesi)ed iniziare , per il futuro, una collaborazione con le forze armati cinesi.
Un’ apertura di credito rimasta inosservata da parte dei giornalisti italiani, mentre a Taranto continuavano le esercitazioni anti – terrorismo.
Il momento sembra particolarmente propizio e che anche la necessità di cooperazione internazionale imposte dal sistema della sicurezza delle future OLIMPIADI di Pechino , giocano a favore





La Taranto…FIACCA

17 06 2007

Nella nostra Taranto succede che, chi ha voglia di lavorare anche il sabato e la domenica in Comune, si trova il portone chiuso perché in questo momento così “dissestato” la gente deve per forza andare al mare. I problemi a Taranto pare che esistano solo dal lunedì al venerdì, guai a mettersi a lavorare il sabato e la domenica… il tarantino deve correre nella sua bella spiaggia affollata per sparlare del suo vicino e prendersi la sua tintarella.

Sarcasmo a parte, il sindaco Stefàno dopo aver ricevuto il testimone dal commissario Blonda aveva affermato che c’era tanto da lavorare ( ricordiamo che martedì arriverà il presidente della Repubblica Napolitano). Sorpresa : il sindaco arriva in P.zza Castello e trova il portone chiuso. Sono le ore 6.30 di sabato 16 giugno e Stefàno è costretto ad aspettare le comodità altrui. A quel punto nel giro di poco tempo arrivano i vigili urbani e “le porte municipali si aprirono” gli occhi di qualche tarantino continuarono a chiudersi.

Davvero allucinate questa storia. Questione di cultura. La gente non ha capito che in questo momento c’è solo bisogno di sacrificio, lealtà, massima collaborazione. Qui a Taranto tutti crediamo nella fatina con la bacchetta magica che ci risolva i problemi, magari mentre tutti ci troviamo distesi in spiaggia a sorseggiare una bibita fresca.
Come si possono eliminare i problemi della città? Come intendiamo tornare a vivere decentemente se NON ABBIAMO VOGLIA DI LAVORARE?
………”LA DOMANDA NASCE SPONTANEA”…..SALVE





Corriere della Sera: Taranto è fallita completamente

1 06 2007

Dal giornale Corriere della Sera

Gentile signor Severgnini,
ho letto con interesse su “Io Donna” l’articolo di Valentina Petrini dedicato a Taranto, la “città fallita”. Da cittadina di Taranto, sento la necessità di precisare che l’articolo, nella sua necessaria sintesi, è caratterizzato da una descrizione delle disastrose condizioni della città approssimata per difetto. La realtà a Taranto è di gran lunga più desolatamente squallida di quella dal Suo giornale descritta, pur se va ringraziato chiunque, come Voi, si occupi di noi “dissestati” e ponga all’attenzione degli altri, più fortunati cittadini italiani, la nostra situazione, i cui standard penso non siano più fondatamente paragonabili, ormai, a quelli di alcuna altra città italiana (meglio non parlare di Europa!). Taranto era – come ha riportato “Io Donna” – al 102° posto per qualità della vita, penultima prima di Catania, ma precedentemente alla dichiarazione di dissesto. Dopo di allora, i pur minimi parametri atti a garantire il “vivere civile” sono venuti meno, letteralmente crollati e dimenticati. Un esempio per tutti, che a descrivere l’intero panorama desolante dell’antica città magno-greca davvero non basterebbe un libro: vivere a Taranto significa fare i conti, ogni giorno e in misura ingravescente, con la sporcizia, che abbrutisce non solo le strade ma anche l’anima di chi quelle strade deve percorrere. Non siamo di fronte al fenomeno campano, più o meno motivato dall’assenza di discariche: qui siamo di fronte all’incuria ostentata e all’arrogante inerzia, al “muoia Sansone con tutti i Filistei” perché, fallito il comune, sembrano in decomposizione anche le coscienze di chi ha fatto della bancarotta un vessillo dietro cui nascondere ulteriori abusi, ulteriori mancanze, ulteriori neghittosità. Taranto, i suoi marciapiedi, le sue abbandonate e deturpate “ville” comunali, le sue ex aiuole, persino il suo magnifico Lungomare (uno dei più belli al mondo) non vengono spazzati da mesi, nel senso letterale del termine: cumuli di rifiuti liberi (buste di plastica, giornali dismessi, manifesti elettorali strappati, lattine di bevande d’ogni tipo, cocci di bottiglia, deiezioni di animali, carcasse di uccelli, contenitori di pizze, tovagliolini bisunti, giacciono e si accumulano su ogni percorso cittadino, senza ormai differenza tra quartieri “centrali” o “periferici”. Giacciono ignorati perché, semplicemente, nessuno spazza più le strade. La città è una cloaca dove è disgustoso camminare, da quando lo scirocco e il caldo hanno cominciato a prevalere l’olezzo della decomposizione colpisce a zaffate. Se chiedi il perché ai vari enti preposti, il rimpallo delle responsabilità è patetico (“le strade non vengono pulite perché i vigili urbani non fanno rimuovere le auto”, oppure “le strade non vengono pulite perché non funzionano più le macchine” anzi no, “le strade non vengono pulite perché non vengono più pagati gli straordinari”) e così via, in una gara alla giustificazione “da dissesto” tristemente sempre più disancorata da ogni senso del dovere e del limite. I bambini di Taranto respirano gas siderurgici e giocano a palla con i rifiuti. La mia città è fallita e con essa le regole del decoro e del vivere civile.
Marina Cospito




I VOLTAGABBANA

25 05 2007

Sono almeno una trentina i politici che hanno cambiato partito. L’obiettivo è ottenere una comoda sedia. L’ideologia?? bah decidete voi. Dal 2005 e dopo il crollo della “Signora” si sono verificati notevoli passaggi da destra verso sinistra; tutti metaforicamente dentro un bus con destinazioni ideologiche completamente diverse ma con l’intento unico di governare. Questa gente non solo ha perso la credibilità degli elettori, ma sfoggiando un sorriso ampio e un bel tono di voce continuano imperterriti a chiedere voti, perché loro vorrebbero fare chiarezza sulle problematiche della città. Ma questi politici prima non farebbero bene a schiarirsi prima le loro idee? A Taranto il partito con l’emorragia più grave è l’UDC mentre il partito più accogliente è la Margherita. Caso a parte merita Clara Funiciello, ex assessore comunale sempre nell’UDC. Doveva traghettare alla Lista Florido con i Cristiani Uniti, ma non è riuscita a mettere insieme la lista ed è ritornata sui suoi passi rientrando in casa UDC. IN MENO DI UN MESE HA FATTO AVANTI E DIETRO SULL’ASSE CENTRO – SINISTRA – CENTRO.
Ma dove è finita la lealtà per l’elettore a Taranto?





Il tramonto dell’industria

23 05 2007

Si ha un bel dire della Taranto industriale da rilanciare. Basta un raid della trasmissione Report per scatenare la bufera. La verità è che esiste una contraddizione stridente in chi afferma che bisogna rinverdire la nostra tradizione industriale e, allo stesso tempo, cambiare mentalità ad una città immemore. Ora il declino della città è realmente tangibile. Se gli operai bivaccano nel posto del lavoro è anche merito della classe politica,dei sindacati che, hanno trasformato Taranto in un campo di battaglia virtuale.
Da noi l’Unione europea invita a ridurre le emissioni inquinanti. Ma alcuni nostri politici, parlamentari e non, si schierano in difesa della produzione industriale, delle sue magnifiche sorti e prospettive. Non vedono più davanti gli uomini, le persone bensì gli obiettivi politici. Tutto qui. La politica a Taranto ha davvero stufato a tutti. T U T T I





REPORT_ Assenteismo nell’ARSENALE DI TA – SCANDALO BUSTE PAGA

22 05 2007
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO

Suona la sirena delle sette e trenta. Entrano nell’arsenale militare di Taranto i circa 2200 dipendenti del ministero della difesa, di questi 1300 sono operai addetti alla manutenzione delle navi.

UOMO 1 Io sono intorno ai 1300 lavoratori pubblici che non fanno niente insomma la stragrande maggioranza non fa niente.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOÈ la denuncia di un operaio di una ditta privata che lavora in appalto all’interno dell’arsenale. Sostiene che i 400 addetti esterni hanno svolto per anni il lavoro al posto dei 1300 interni, gli statali.

UOMO 1Mentre noi siamo un po’ schiacciati da…si lavora, si lavora tanto, anche in condizioni un po’ disumane.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO Questo documento mostra l’attività interna dell’arsenale proprio in quell’ area dove gli operai statali dovrebbero fare le manutenzioni. Le numerose auto parcheggiate fuori dalle office fa pensare che siano già tutti al lavoro. Questa è l’officina congegnatori, si dovrebbero fare lavori di meccanica. C’è un operaio fuori. Dentro dovrebbero lavorare 50 addetti, ma non c’è nessuno. I Macchinari sono fermi, in stato di abbandono. Questa è la fonderia, non viene utilizzata da anni. C’è un addetto, e ha le mani in tasca. Questa è l’officina motori: deserta. Anche nell’officina tubisti non c’è nessuno. Questa è la carpenteria. Ancora una volta strutture fatiscenti e costosissimi macchinari inutilizzati… I dipendenti vivono alla luce del sole la loro inoperosa condizione, convinti che nessuno li possa vedere dentro quella città militare protetta dalle mura.
UOMO FUORI CAMPOBeh passano il tempo così, andando per l’arsenale, chiacchierando o…almeno in certe ore poi diciamo negli orari pomeridiani vanno anche addirittura a riposarsi, insomma, oppure si fanno la partita a carte, si passa un po’ il tempo.
SABRINA GIANNINIMa loro non si lamentano del fatto che venissero dati i lavori fuori, cioè a gente di fuori i lavori che avrebbero dovuto fare loro?
UOMO FUORI CAMPOBeh questo gli ha fatto sempre comodo perché poi la maggior parte di questi adesso hanno la doppia attività di fuori no!
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOPer esempio un operaio che la mattina anziché stare in arsenale lavora in un negozio di un parente… quando arrivo sta etichettando la merce.
SABRINA GIANNINICercavo l’uomo che lavora nell’arsenale chi è?
UOMO 2Io non lavoro qua.
SABRINA GIANNININo stava lavorando.
UOMO 2No non stavo lavorando!
SABRINA GIANNININo stava lavorando!
UOMO 2No sto dando una mano così se passo..
SABRINA GIANNINIMa è lei o no?
UOMO 2No non sono io.
SABRINA GIANNINIE’ quello che lavora all’arsenale?
UOMO 2No. SABRINA GIANNININo è lei?
UOMO 2No. SABRINA GIANNININo perché siccome mi avevano detto che lei esce dall’arsenale quando dovrebbe lavorare…
UOMO 2Chi glielo ha detto?
SABRINA GIANNININon importa che me lo ha detto, però è vero evidentemente? UOMO 2No, non è vero.
SABRINA GIANNINIPermesso, malattia?
UOMO 2No. SABRINA GIANNININo. UOMO 2L’hanno informata male sa! SABRINA GIANNINISì? UOMO 2Sicuramente, tranquilla.
SABRINA GIANNINIMi sembra che funziona così UOMO 2Io non lo so che cosa dove mira o che cosa vuole mirare…
SABRINA GIANNININo, io voglio capire perché non vi fanno lavorare? UOMO 2Chi non mi fa lavorare?
SABRINA GIANNINII vostri capi là, no vi fanno lavorare, perché non vi fa fare i lavori dentro? E’ chiaro che poi uno esce…
UOMO NEGOZIOSe lei ha avuto queste notizie, anziché venire lei come giornalista, dentro ci sarà qualcuno addetto ai controlli.
UOMO 2Innanzi tutto non mi faccia veder perché mi precipiti.
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOSe non lavora all’arsenale perché ha paura che io “lo precipiti…”
SABRINA GIANNINIInvece i sindacati che rappresentato i presidenti di base o i sindacati in generale che cosa dicono?
UOMO 1Hanno sempre un po’ coperto questa situazione. Però ormai questa rivendicazione per fare in modo che le lavorazioni le facessero loro, non c’è mai stato questo, anzi secondo me era una questione che faceva pure comodo, tanto loro erano degli statali, lo stipendio lo prendevano ugualmente.
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPODa una parte i dipendenti di piccole aziende private, tutte con meno di 15 operai, quindi con poche garanzie e tutele. Dall’altra gli ipergarantiti, ma capaci anche di slanci di solidarietà verso i meno fortunati.
UOMO 1Dicevano che dovete dire grazie a noi che non lavoriamo perché voi lavorate, perché se lavoriamo noi, voi rimanete senza lavoro, dovete andar via.
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOSi può capire il tornaconto dei dipendenti statali, perché lavorare stanca,. Si può capire il tornaconto dei sindacati che qui inseguono tessere e il consenso. Non si capisce quale sia il tornaconto del direttore. Che interesse avrebbe l’ ammiraglio a lasciare con le mani in mano i suoi dipendenti e le attrezzature a invecchiare, sprecando denaro pubblico? Un evidente tornaconto l’avrebbero avuto gli imprenditori delle ditte esterne, che grazie a questa situazione si sarebbero presi, per anni, appalti per milioni di euro… UOMO 1Ci sono 15 gruisti là dentro, che stanno lì senza fare niente, passano l’intera giornata a giocare a carte. Vedi le gru sono quelle, sono le tre altre lì, sono tutte quelle bianche e rosse, uno, due e tre, sono tutte ferme vedi non lavora nessuno.
SABRINA GIANNINIE quando c’è da fare un lavoro le usano o no? UOMO 1No, a parte che non vogliono salire là sopra i gruisti. SABRINA GIANNINII gruisti che sono dipendenti statali?
UOMO 1I dipendenti statali. Dicono che gli gira la testa, poi non sono a norma…
SABRINA GIANNINIE se c’è un lavoro dove serve la gru chi lo fa?
UOMO 1Gli autogrù la ditta privata. Ci sono queste autogrù private, dei camion… SABRINA GIANNINIE vengono pagate le ditte per far questo? UOMO 1Adesso le pagheranno in nero mi dicevano, 800 euro. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOCome tutte le mattine un auto blu attende il vicedirettore dell’arsenale. Esce da casa. Sale in auto. Svolta l’angolo. E l’arsenale è lì davanti, a duecento metri. Avrebbe fatto prima a piedi. Lo stato al servizio del servitore dello stato. Come da copione.

Cosa succede invece quando un funzionario pubblico viene rinviato a giudizio ? Il comune di Taranto è stato spolpato, è fallito. Nell’attesa dei tempi giudiziari dove stanno i responsabili?
ALDO PETRUCCI – Procuratore generale TarantoHo coniato questa definizione per le vicende del comune di Taranto: la realtà supera l’immaginazione. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPONella sede comunale di via Plinio 23 impiegati lavoravano molto altroché i fannulloni. Per far quadrare i conti facevano straordinari su straordinari finché un bel giorno… TGR PUGLIA“una ventina di arresti a Taranto per gli emolumenti gonfiati a favore dei dipendenti comunali” ALDO PETRUCCI – Procuratore generale TarantoPeculato, truffa aggravata, associazione a delinquere. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOSecondo la procura i dipendenti coinvolti nella vicenda giudiziaria si sarebbero gonfiati illecitamente le buste paga fino a 20,40,100 mila euro al mese, aggiungendo varie voci di straordinario. GIOVANNI MONACO – Guardia di Finanza TarantoAvrebbero dovuto avere delle capacità soprannaturali, insomma, per poter far fronte a questa mole di lavoro. Praticamente partecipavano contestualmente sia a progetti sia a commissioni, sia a straordinario. Una giornata avrebbe dovuto essere minimo di 48 ore. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO48 ore al giorno e per 5 anni, in via Plinio non si usava timbrare il cartellino, i marcatempo sono stati acquistati soltanto dopo lo scandalo. Erano i dirigenti a segnare le ore su un foglio presenza, attestando che i dipendenti partecipavano a commissioni e a progetti obiettivo. GIOVANNI MONACO – Guardia di Finanza TarantoUn progetto fatto per la raccolta e la numerazione delle fatture, destinato al comune. Questo è un compito ordinario della direzione risorse finanziarie. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOMa è bastato farlo diventare straordinario e i ragionieri si sono spartiti 26 mila e 500 euro. Progetti obiettivo ne sono stati fatti almeno 122. ALDO PETRUCCI – Procuratore generale TarantoPer le casse comunali oltre 5 milioni di euro. GIOVANNI MONACO – Guardia di Finanza TarantoLo stipendio base è 1747. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOAggiungendo la parola magica progetto sono comparsi 50 mila euro, in un solo mese. Dal 2001 al 2005 questo dirigente si è guadagnato 600 mila euro grazie ai progetti. Quest’altro 500 mila. Facevano tutti parte della direzione Risorse finanziarie del personale. ALDO PETRUCCI – Procuratore generale TarantoLoro avevano il rubinetto della spesa, quella direzione ha il rubinetto della spesa, per cui attingevano nei capitoli di bilancio che prevedevano interventi in favore di altri settori delle vita amministrativa. SABRINA GIANNINIGli altri settori non si sono accorti? ALDO PETRUCCI – Procuratore generale TarantoAccorti o no nessuno ha protestato. UOMO TARANTO 1Vuole sapere un detto tarantino: “Lontano un palmo da me tutto può succedere” SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOLe indagini hanno chiarito che gli assessori non verificavano le determine di spesa firmate dai dirigenti, ma i politici sapevano. Nel corso delle perquisizioni è stato trovato in un cassetto il rapporto del 2001 redatto dagli ispettori del ministero dell’economia dove si segnalavano irregolarità nella gestione delle finanze. Ma per cinque anni e mezzo il sindaco Rossana Di Bello eletta in modo plebiscitario per due tornate elettorali, non ha fatto correttivi. Si è dimessa il giorno dopo aver ricevuto la condanna per la gestione degli appalti dell’inceneritore a febbraio dello scorso anno, lasciando nelle mani del commissario inviato dal governo un comune in bancarotta. TOMMASO BLONDA – Commissario del GovernoIl lunedì cominciare una settimana con quest’incubo dei soldi che mancavano, di questi poveracci che stavano qui senza stipendio, due mesi senza stipendio! Due mesi! E’ troppo! SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOTaranto da un estremo all’altro. Nel giro di poche settimane i suoi dipendenti comunali sono passati dal record dei più pagati in italia al record dei meno pagati. La grande abbuffata era finita per tutti, anche per gli onesti. I 23 arrestati che si sono mangiati 5 milioni di euro non possono rappresentare gli altri 1300, ma la spartizione pare fosse più allargata e non solo ai piani alti di via Plinio. All’appello mancano infatti almeno 20 forse 30 milioni di euro, elargiti come salario accessorio ma presi illecitamente da altri fondi. GIOVANNI MONACO – Guardia di Finanza TarantoNoi praticamente quando le dobbiamo analizzare le prendiamo da giù le portiamo qua, le analizziamo e le riportiamo in archivio. SABRINA GIANNINIIn tutto quante sono le buste paga? GIOVANNI MONACO – Guardia di Finanza Taranto85.000. SABRINA GIANNININe guardate una ad una? GIOVANNI MONACO – Guardia di Finanza TarantoCerto. Voce per voce. SABRINA GIANNINIUno dei suoi primi atti è stato quello di bloccare questi di progetti quindi di avere contro quasi tutti i dipendenti. TOMMASO BLONDA – Commissario del GovernoE’ quello che è stato difficile, fermare questo dissanguamento della finanza pubblica attraverso questa diffusione pratica del progetto. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO E adesso che non c’è più trippa per gatti in 100 chiedono di andare in pensione tra questi quattro degli indagati. UOMO GUARDIA DI FINANZAC’è il rischio che lo stato gli debba dare anche una pensione quindi un vitalizio per tutti gli anni a venire basata sull’entità dei compensi accessori che finora hanno percepito. E quindi avendo quegli importi mediamente di 20/30 mila euro al mese, lascio immaginare a tutti l’entità della pensione che questi in linea potenziale potrebbero percepire. SABRINA GIANNINI Il fatto che avessero chiesto la pensione, l’avevano chiesta prima delle indagini? COSIMA DI STANI – Subcommissario del GovernoNo, no dopo. SABRINA GIANNINI Qui ci hanno provato ad andare in pensione sperando che voi non interveniste no? COSIMA DI STANI – Subcommissario del GovernoPer cui a queste persone è stato consentito di poter andare in pensione ma non è stata versata o quindi non è stata calcolata sulla busta, sul pagamento della pensione la quota riferibile agli stipendi loro. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPORiepilogando i 23 contabili vengono arrestati a luglio, quando scadono i termini di custodia cautelare gli indagati riprendono servizio a parte 8 dirigenti. COSIMA DI STANI – Subcommissario del GovernoQuesti sapevano che il comune stava sull’orlo del dissesto e con tutto ciò hanno continuato a prendere i soldi. UOMO TARANTO 2Il commissario di cui tutti parlano male almeno ha avuto il coraggio di dire “Non dovete ritornare a lavorare almeno fino a quando ci sto io”. COSIMA DI STANI – Subcommissario del GovernoErano proprio come dire gli ideatori dei progetti obiettivo. SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOLa subcommissario li ha sospesi lasciandoli vivere con l’assegno familiare di 700 euro al mese. I sospesi hanno fatto ricorso in tribunale per rientrare al lavoro. Uno si è persino lamentato per la mancanza dello stipendio. Il giudice ne respinge il ricorso, gli ha ricordato che aveva guadagnato in due anni 230 mila euro. UOMO TARANTO 2Com’è possibile che un funzionario di un’amministrazione comunale quindi non è un politico, è una persona che io pago attraverso le mie tasse, si possa prendere tutti questi soldi di superstipendi, va bene, e non viene licenziato nel momento in cui viene…io quando lavoravo all’Ilva, avessi rubato un cacciavite mi avrebbero già licenziato. Mistero perché queste persone.. che cosa bisogna fare la rivoluzione per ottenere ciò che è normale? SABRINA GIANNINI FUORI CAMPOBisognerebbe cambiare la legge che oggi non consente di licenziare un dipendente pubblico se nei suoi confronti è stato aperto un procedimento giudiziario, si deve aspettare che la lenta macchina della giustizia finisca il suo corso. Per i lavoratori del privato la musica è un’altra. Qui siamo nel tribunale di Milano, è appena terminata l’udienza che vedi imputati alcuni dipendenti delle poste di Peschiera Borgomeo. Aprivano le buste rubando il contenuto sotto gli occhi delle telecamere nascoste. Poste Italiane spa ha potuto recapitare ad ognuno di loro una lettera di licenziamento, non hanno avuto una condanna ma sono stati espulsi lo stesso. All’azienda non conviene compromettere la propria immagine per tutelare venti ladruncoli preferisce rischiare un eventuale risarcimento in caso di loro assoluzione. La pubblica amministrazione che puo’ licenziare soltanto davanti ad una condanna, può però utilizzare la sospensione cautelare, come a Taranto, ma non sembra molto applicata. Perfino nella scuola di fronte ai rinvii a giudizio per reati gravi quando il ministro Fioroni se ne è accorto ha inviato una circolare ai dirigenti rinfrescando loro la memoria.




TARANTO E L’ETICA..alla ricerca di un rapporto

18 05 2007

MI SOFFERMO SUL PRESENTE E VI RACCONTO LA REALTA’

Vivo in una città senza etica, dignità, permeabile a tutti gli scandali, distratta, confusionaria, impotente, smemorata, saccheggiata. La città degli stipendi d’oro, della diossina incontrollata, delle ripetute truffe alle poste, della mala sanità, della prepotenza, dell’assenteismo al lavoro ma con la retribuzione triplicata, dei muri imbrattati, della spazzatura non raccolta, di chi risulta povero e magari ha trasferito tutti i quattrini all’estero…(beh mi fermo qui)
In questa campagna elettorale piena di promesse e belle intenzioni, bisognerebbe gettare le basi per un futuro più ETICO. Come fanno i nostri futuri politici a percorrere la linea della correttezza e della limpidità se poi si confrontono con una città senza valore ETICO?
Stipendi d’oro” a Taranto – Nuovo sequestro
Militari della Guardia di finanza, su delega del pm Ida Perrone, hanno bloccato conti correnti bancari, titoli ed immobili per un valore complessivo di circa 600mila euro: indagati 13 dipendenti del Municipio.
Militari della Guardia di finanza, su delega del pm Ida Perrone, hanno sottoposto a sequestro preventivo conti correnti bancari, titoli azionari e immobili per un valore complessivo di circa 600mila euro. I beni sono riconducibili a 13 dipendenti comunali indagati per associazione per delinquere e truffa nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “buste paga d’oro”. Nell’ambito della stessa indagine, il 4 luglio 2006, furono arrestati 23 dipendenti comunali. Secondo la tesi degli inquirenti, un gruppo ristretto di privilegiati avrebbe beneficiato indebitamente di compensi aggiuntivi grazie alla presentazione di progetti-obiettivo che in realtà rientravano nei compiti ordinari di istituto, come il monitoraggio della spesa del personale, la redazione del conto consuntivo, la variazione di assesto generale del bilancio, la raccolta e la numerazione progressiva delle fatture. I 13 nuovi indagati, destinatari di informazioni di garanzia e dei decreti di sequestro, sono: Maria Carmela Zolfarelli e Gaetano Tarantino, capi servizio della direzione risorse umane; i dipendenti dello stesso ufficio Luca Spinelli, Francesco Portulano, Ilse Cassese, Antonia Quero, Cosimo Bitonto, Cosimo Bruno, Anna Maria Canetti, Angelo Fiore, Antonio Pietro Perrucci, Italia Plantone e Letizia Quaranta. Gli indagati, tra il 2001 e il 2005 – secondo l’accusa – hanno percepito compensi accessori indebiti per 900mila euro.
Tratto da LA GAZZETTA DI TARANTO




Rialzati..TARANTO!!!

8 05 2007

Alla fine la città del dissesto finanziario, dello scandalo inquinamento ambientale,dell’improvvisa apparteneza al Salento, della mala sanità, è diventata la città dei manifesti pubblicitari. Taranto è stata sopraffatta dai manifesti elettorali. Una vera invasione di facce sorridenti, ammiccanti, con i loro slogan e le loro promesse “per tutti a tutti”. Tantissime le candidate tarantine, il loro numero si è triplicato rispetto le ultime votazioni. Si spera che queste candidate non si facciano avvolgere da quel delirio di onnipotenza che ha trasformato la città dei due mari nella città che noi tutti conosciamo. Nella città dove tutto può succedere, c’è un altro record: un aspirante timoniere della città sta spendendo fior di quattrini in pubblicità e non può prendere parte alla gara. Ma queste cose succedono solo a Taranto? Oggi più di ieri i tarantini devono essere consapevoli che saranno chiamati a grandi sacrifici e che il futuro, più che dall’intreccio mortale tra partiti, parte dell’informazione e faccendieri di ogni genere, dipenderà da loro stessi. Dalla loro capacità di comprendere che le scorciatoie in politica (come in molte altre attività) non portano in modo regolare al traguardo e che appena i giudici di gara se ne accorgono si viene squalificati. Ecco, forse, a Taranto da molti anni si è lasciato credere e si è creduto che ci fosse una zona franca per ogni genere di attività. Lasciamo perdere i politici VIP che giungono dalla capitale, loro non vivranno in questa città, loro non si dispereranno quando l’ennesimo operaio ILVA subirà un incidente o quando l’ennesima famiglia tarantina arriverà a stento a fine mese. Il loro istinto di sopravvivenza li porta a recitare il consueto demagogico copione dell’impeto d’orgoglio della classe dirigente. A Taranto bisogna capire che il futuro non passa nelle mani della politica, ma nella speranza, nell’orgoglio, nell’intraprendenza del cittadino stufo di essere preso in giro da simbolismi e chiacchiere. Basta con l’indifferenza e il silenzio: abbiamo il dovere di NON DIMENTICARE IL PASSATO E IL PRESENTE affinchè nasca un futuro PROSPEROSO E TRASPARENTE per le prossime generazioni.




La Cultura colonizzata

3 05 2007

Ha Taranto una pinacoteca?Mai avuta; ha la città un museo archeologico? Certamente ed è nazionale, ma da molti anni è chiuso per ammodernamento! Ha un auditorium? Non l’ha; ha certamente un suo “caffè” storico? L’aveva! Al suo posto è nata una banca barese. E le biblioteche di quartiere dove sono? Inesistenti! Infine: ha la città una sua autonomia Universitaria? Una città che è la terza per abitanti dell’Italia meridionale non ha autonomia e dipende da Bari! A tanto si aggiunge una deficitaria vita turistica del mare; eppure ne ha due! E non manca di lunghe e belle spiagge libere. Eppoi gli insufficienti collegamenti di terra e di cielo con il resto d’Italia rendono più lontana una visita alla città. Da questo clima si è creata nel tempo quella INDIFFERENZA che si manifesta nella frase più usata a Taranto: Scè futt à ? Manca il sangue nelle vene, la volontà reale di agire attivamente. La vita culturale universitaria stenta a decollare; le valide menti tarantine scelgono altre città, più piccole di Taranto, molto più interessate a valorizzare le loro idee. Non vi è maggior nemico di una cultura conformistica, della docilità verso i potenti, della condiscendenza alle parole d’ordine della politica. I politici vogliono politicizzare gli uomini di cultura. Al futuro sindaco della città la richiesta di non intrappolare, nella ragnatela della burocrazia politica,la volontà di far rinascere la cultura tarantina per non essere più colonizzati da altri.