L’acqua doveva esserci …Qualcuno ha manovrato quelle leve per far mancare deliberatamente l’acqua alla città di Taranto!"

17 07 2007

LA PESANTISSIMA ACCUSA DI ANTONIO MOTOLESE, ex segretario Fillea-Cgil





Emergenza acqua : 4 avvisi di garanzia

15 07 2007
Il colpo a sorpresa va in scena alla fine della conferenza stampa congiunta di Aqp e sindaco Stefàno, convocata per fare definitiva chiarezza sul dramma della grande sete a Taranto. All’improvviso, irrompono due ispettori della Digos, da tempo peraltro appostati alle spalle delle prime file occupate dai giornalisti. Occhiali scuri e in mano il tesserino della Polizia. Sono loro ad “intercettare” i vertici dell’Aqp presenti in Comune, invitandoli a seguirli. E’ il primo atto pubblico dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Francesco Sebastio sulla incredibile emergenza idrica che ha lasciato all’asciutto per oltre una settimana la città di Taranto. Un caso clamoroso per il quale sono finite sul registro degli indagati quattro persone. Stando a quanto si è appreso, le notifiche delle informazioni di garanzia erano in corso al momento di andare in stampa, nel mirino della procura è finito il settore “gestione acqua” dell’Aqp. Il reato ipotizzato, come scritto nei giorni scorsi, è quello di interruzione di servizio di pubblica utilità. Le comunicazioni giudiziarie sono state diramate in accoppiata con la necessità di acquisire documentazione indispensabile per decifrare la mancanza di acqua nella nostra città. Operazione, che come si è detto, è scattata nel primo pomeriggio. La Procura vuole comprendere perchè la crisi idrica regionale ha avuto risvolti drammatici, con l’erogazione interrotta completamente per sette giorni, soltanto nella nostra città. Per questo sul registro degli indagati sono finiti i tecnici dell’acquedotto, anche di primo livello, mentre stando a quanto si è appreso, alle comunicazioni giudiziarie è estraneo l’amministratore Monteforte. Alle iscrizioni sul registro degli indagati si è giunti alla luce degli accertamenti condotti a tempo di record dagli uomini della Digos guidati dal dottor Maurizio Scialpi e dal suo vice Antonio Recchia.




Mancanza di acqua: è scontro governo AQP

13 07 2007

Il Governo centrale non ha dubbi, non c’è alcuna crisi idrica. Le notizie della presa di posizione del Comune e l’attività alacre della magistratura sono rimbalzate direttamente a Roma, nelle stanze del Governo, e di lì nei servizi dei TG nazionali, tanto da scatenare una risposta politica che non ha fatto altro che arrabbiare tutti i tarantini da più di una settimana senza acqua.
Ora ci si chiede: sarà che il politico tarantino non ha alcun effetto nelle “stanze dei bottoni di Roma” oppure dalla Capitale non hanno capito la gravità della situazione?

Intanto alcuni commercianti del Borgo hanno raccolto più di 200 sottoscrizioni per cercare di sollecitare “la cosa pubblica” ed evitare il grave e non remoto rischio di epidemia.
Purtroppo la città è sempre più sporca e anche nel centro cittadino fare una passeggiata tra sporcizia e qualche “animale da fogna” non dà il giusto rispetto che Taranto dovrebbe avere.

SIAMO ANCORA IN ALTO MARE…





VIDEO EMERGENZA ACQUA TG5

13 07 2007

Lo scenario sembra quello di un paese del terzo mondo; i tarantini usano anche la forza per recuperare qualche litro d’acqua dalle autobotti mentre i commercianti per motivi igienici sono costretti a chiudere (coloro a cui non arriva acqua potabile).
il 70 % della popolazione tarantina NEL 2007 si ritrova con problemi post bellici..il tutto incorniciato da un ennesimo filmato di televisioni nazionali che, dopo lo scandalo dissesto comunale – mala sanità, riprendono e intervistano GENTE DISPERATA.

http://www.youtube.com/watch?v=bzekz5xSqtk&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Ecomunicarenelweb%2Ecom%2Ftarantosupporters%2F

Nel sito http://www.aqp.it/portal/page?_pageid=33,1&_dad=portal&_schema=PORTAL (sito dell’acquedotto pugliese) compare una scritta paradossale: ACQUA BENE COMUNE !!??

Nel sito anche il numero di telefono per tutte le vostre domande.
Per i casi più difficili si consiglia di telefonare alla PROTEZIONE CIVILE!





Dalla mailing list dei Delfini Erranti

12 07 2007
Carissimi come gruppo abbiamo pensato di non lasciar cadere nel dimenticatoio l’emergenza idrica che quotidianamente stiamo vivendo a Taranto. All’interno del Gruppo “amici di Beppe Grillo abbiamo un nutrito gruppo di Legali tutti disposti (gratuitamente) ad attivarsi sull’argomento. Siamo convinti che ci sono tutti gli estremi per il reato di “interruzione di pubblico servizio”. In poche parole il reato dell’AQP, della Regione vari ed eventuali, è interruzione del servizio pubblico “vitale” essenziale, per il mancato preavviso, (nessuno ne sapeva niente e lo stesso Prefetto in una intervista televisiva ha pubblicamente e candidamente dichiarato “non conosco i motivi di questa interruzione. Attendo un chiarimento da parte dell’AQP”) ma anche per i danni da tutto ciò causati (pensate alle attività commerciali chiuse oppure ai singoli cittadini che hanno trascorso ore in fila sotto il sole per riempire un bidone d’acqua), per il fatto di avere contribuito a violare la legge “Galli” n° 36 del 1994 : La legge n. 36/1994 (Legge Galli) al Capo I: (vi spiego) 1 (Tutela e uso delle risorse idriche). 1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà (invece a Taranto è di esclusiva proprietà dell’Ilva). 2. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. 3. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici. 4. Le acque termali, minerali e per uso geotermico sono disciplinate da leggi speciali. 2. (Usi delle acque). 1. L’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo (sapete bennissimo che non è così visto che all’Ilva non è mancata MAI). Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell’acqua per il consumo umano. Poi ci sono le direttive europee (direttiva UE n. 60/2000) a tutela delle acque superficiali e di sottosuolo. Ed in fine c’è una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri che già a Marzo avvisava Vendola sulla possibilità di una crisi idrica. Insomma il materiale normativo e i fatti non mancano! Il patrocinio come dicevo è gratuito, e ci si riserva in corso di giudizio la costituzione di parte civile (per chiedere i danni morali e materiali). Il Gruppo di Legali “Grilli di Taranto” in sintonia con lo staff legale di Griilo faranno tutto il possibile affinchè questi reati non cadano nel calderone all’italiana ” della serie, tanto non paga nessuno”. Di tutto questo ne parliamo questa sera in un incontro aperto a tutte le associazioni (l’acqua è un bene di tutti”. L’incontro si terrà alle ore 20.00 presso la sede del Gruppo “Amici di Beppe Grillo” via Caduti di Nassiria 13 Taranto c/o il negozio di Agricoltura Biologica di Federico “I Giardini dei Re” nei pressi dei Giardini di Viale Virgilio




12 07 2007

GIANCARLO CITO avverte il sindaco Ezio Stèfano: se la situazione non tornerà alla normalità entro lunedì mattina TI PORTO 30000 PERSONE IN PIAZZA PER PROTESTA !!!

L’onorevole, attraverso la sua emittente TBM – SUPER 7 , ogni sera trasmette le proteste dei cittadini tarantini e , con la sua preparazione in giurisprudenza , pensa seriamente a chiedere i danni economici all’ACQUEDOTTO PUGLIESE.

NON SOLO I CITTADINI MA ANCHE LE IMPRESE STANNO SI TROVANO IN FORTE DIFFICOLTA’ PER LA MANCANZA DELL’ACQUA POTABILE 24 ORE SU 24.
LO SCANDALO CONTINUA A DISTANZA DI 1 SETTIMANA……VERGOGNA!





Taranto: DISPERATAMENTE SENZ’ACQUA

10 07 2007

Ancora una giornata di pesanti difficoltà in vaste aree di Taranto a seguito della mancanza d’acqua che ormai si protrae da più giorni a causa di un minor flusso dalle sorgenti dei fiumi Sele e Calore in Campania a fronte del quale l’Acquedotto Pugliese ha dovuto far scattare un piano di restrizioni. Anche ieri autobotti in città, code di cittadini per approvvigionarsi di acqua, esercizi pubblici – bar, ristoranti, gelaterie -, soprattutto quelli della zona del centro, in serie difficoltà. Anche l’ospedale ss. Annunziata, il più grande della città, è senz’acqua e il rifornimento viene assicurato con le autobotti, mentre i vigili del fuoco sono costretti a rifornirsi dagli idranti della Marina Militare per i grossi approvvigionamenti dato che nella caserma centrale viene segnalata una bassa pressione. Da parte dell’Asl di Taranto è in corso un’azione di monitoraggio per prevenire possibili conseguenze alla salute e sanità pubblica. Si attende la giornata di domani per verificare se, come scaturito nel vertice di lunedì nella prefettura di Taranto, ci saranno le prime schiarite a fronte di alcuni interventi di emergenza. La situazione potrebbe migliorare se, accanto all’arrivo di 250 litri secondo dalla Basilicata come portata aggiuntiva, in base all’accordo raggiunto oggi a Potenza tra le due regioni, entreranno in esercizio anche alcuni pozzi che erano stati chiusi tempo addietro per ragioni di sicurezza e che ora la Regione Puglia ha invitato l’Aqp a riattivare dopo essersi accertata dalle loro condizioni igieniche con le analisi dell’asl. Domani, a Bari, ci sarà un altro vertice dedicato all’emergenza idrica di Taranto. L’ha convocato la Regione invitandovi a partecipare Comune, Provincia, ente irrigazione, consorzio di bonifica Stornara e Tara, Arpa Puglia, Autorità di bacino. Si parlerà soprattutto degli approvvigionamenti di acqua da parte dello stabilimento siderurgico Ilva. L’azienda, che appartiene al Gruppo Riva, usa ogni anno circa 40 milioni di metri cubi di acqua provenienti dai fiumi Tara (viene usata per il raffreddamento dei prodotti e l’abbattimento delle polveri) e Sinni (viene utilizzata nel ciclo produttivo). In entrambi i casi si tratta comunque di acqua non potabile il cui uso è pagato dall’Ilva all’ente irrigazione della puglia con un costo annuo di circa 4,5 milioni di euro. La Regione ha ora proposto che all’Ilva sia data, per gli usi industriali, l’acqua dei depuratori di Bellaviata e Gennarini, una soluzione questa che non vede indisponibile l’azienda a condizione, però, che prima si facciano gli impianti di affinamento dell’acqua dei depuratori che a oggi non esistono.





ACQUA: bene VITALE, oro del 3 millennio

10 07 2007