SPIAGGIA TORRE OVO : i cittadini protestano

19 07 2007

Il comune di Torricella sembra aver dimenticato il tratto di spiaggia di località “Villette”. Un gruppo di cittadini volontari, tra questi anche turisti di stagione, reclama da molto tempo l’attenzione del comune di Torricella per la mancanza di pulizia di uno dei tratti più belli e affollati della nota località balneare.
Un atteggiamento inspiegabile quello del Comune che ogni anno vede puntualmente recapitate le tasse di ICI E TARSU senza però svolgere il proprio lavoro quotidiano. Le conseguenze non sono positive; non solo la spiaggia viene inondata di spazzatura ma perde anche quel decoro che senz’altro merita. L’unica consolazione rimane lo splendido tramonto che ogni giorno fa capolinea in questa zona.
Altri grossi problemi toccano il piano d’illuminazione praticamente INESISTENTE tra Via Capri e Monacizzo , le grosse buche sulle strade e i cattivi odori emanati dalla discarica di Torricella presente a pochi metri dalla strada che collega Torre Ovo a Monacizzo.
I CITTADINI PROTESTANO , E LE ISTITUZIONI DOVE SONO?

Di questo passo altro che turismo….





E’ morto il Grande Salento !!!

14 07 2007
Bocciatura netta del Grande Salento, sferzata alle istituzioni pubbliche, rivendicazione del ruolo propulsivo degli imprenditori, volontà di disegnare una strategia di ampio respiro, che guardi a tutto il Mediterraneo, attraverso una rete di distretti produttivi. Primo fra tutti quello della logistica. Sono questi alcuni dei passaggi fondamentali della relazione che il presidente degli industriali, Luigi Sportelli, ha tenuto stamattina al Delfino nell’ambito della assemblea generale annuale di Confindustria. Un appuntamento atteso, perché per la prima volta, dopo le vicende del dissesto, gli imprenditori hanno avuto modo di confrontarsi con l’ amministrazione comunale pienamente costituita. «Le stagioni passate — ha infatti detto Sportelli — ci consegnano un bilancio, in termini di rapporti intercorsi fra il Palazzo ed il sistema imprenditoriale, fatto soprattutto di discontinuità nelle relazioni, che hanno prodotto inevitabilmente un black out nel rapporto fra sistema imprenditoriale e istituzionale. Decidere di aprire una nuova stagione di rapporti, tuttavia, non è sufficiente a determinare un reale cambiamento di rotta. Le sole enunciazioni non ci bastano più. Chiediamo che gli impegni presi si traducano in azioni concrete da attuare in tempi accettabili». Il presidente di Confindustria ha indossato un po’ i panni del Montezemolo: «Non tolleriamo più i tempi della politica né i meccanismi farraginosi della burocrazia, però siamo i primi a metterci in discussione: pretendiamo risposte certe e sostegni convinti, ma esprimiamo domande precise e progetti spendibili». Progetti che gli imprenditori tarantini hanno già messo in chiaro nell’Atto di Indirizzo di Politica Industriale costruito sulla necessità di ritagliarsi uno spazio di eccellenza, a partire dalla centralità del porto, in una logica di distretti produttivi «esalta la posizione baricentrica ed il naturale ruolo di area cerniera nel Mediterraneo e pone Taranto al centro di direttrici di connessione con tutti i territori circostanti: Bari e Brindisi come ulteriori poli della piattaforma logistica regionale; Basilicata e Campania per il valore strategico dell’integrazione con il Corridoio 1, Gioia Tauro per le sinergie portuali». Ed è proprio in questa visione strategica che il cosiddetto Grande Salento perde ogni suo significato: «E’ evidente come l’essere al centro di un articolato sistema di interazioni ed interconnessioni, mal si concili con l’idea di una Taranto dallo sguardo rivolto unicamente al Salento. Il progetto chiamato Grande Salento, pur apprezzabile sotto il profilo delle sinergie e del comune interesse alla modernizzazione di una parte della nostra Regione, non può modificare la nostra storia farci tradire le nostre origini, non può distoglierci dal perseguire la massima valorizzazione dei nostri naturali vantaggi competitivi, può vederci in termini di subalternità, come mero terminale al servizio di processi di sviluppo che avrebbero altrove la propria collocazione. Se la provincia di Taranto è fisiologicamente slegata dalle logiche di appartenenza al Salento lo deve anche e soprattutto agli impulsi che arrivano dalla sua straordinaria storia magno greca. E poi, considerare e partecipare a realtà sub regionali ci sembra contrario a quell’indirizzo federalista sancito nella Costituzione con la riforma del titolo V». Per ribadire l’inconsistenza strategica del Grande Salento ed il ruolo subalterno che a Taranto toccherebbe in questa ottica, il presidente di Confindustria ha ricordato che Taranto «ha radici più profonde rispetto alle realtà che la circondano». Ecco allora che quella di recuperare l’identità storica e culturale della Magna Grecia diventa una necessità. «Oggi, pertanto — ha detto Sportelli — è arrivato il momento di affrontare le sfide della competizione globale con la testa rivolta al futuro ed il cuore al passato». Ricordando anche quel passato non troppo lontano, nel decennio ‘61-’71, quando rispetto alla crescita degli addetti Taranto segnava tassi di sviluppo addirittura nove volte superiori alla media italiana. A parere degli industriali si può ripartire, impegnando le istituzioni pubbliche ad una politica che faccia della partecipazione del mondo imprenditoriale la regola da seguire, secondo una formula per la quale il partenariato economico del mondo industriale «deve essere in grado di orientare le politiche pubbliche di intervento nell’economia, presentando progetti che le istituzioni dovrebbero recepire ed accompagnare». Questa volta c’è un vantaggio: «Dobbiamo riuscire a trasformare la maggiore attenzione che oggi ci viene riservata dal Governo centrale, attraverso il tavolo istituzionale, in una eccezionale occasione di competitività». Il piano strategico innaginato dagli imprenditori ruota intorno al distretto della logistica. Lo strumento operativo è «la riorganizzazione di una retroportualità dinamica ed articolata che possa potenziare lo scalo portuale non relegandolo al solo transhipment. Quindi, il rilancio di venti aree industriali disseminate nell’intera provincia che possano organizzarsi in filiera contando, per la distribuzione delle merci, sugli scali portuale di Taranto ed aeroportuale di Grottaglie, in un sistema integrato di intermodalità che è poi alla base dello stesso distretto», la cui fortuna potrebbe essere quella di avere a disposizione un’area ampia come non ce ne sono altre in Italia». Il futuro di Taranto passa allora dalla piattaforma logistica che, ha detto il presidente degli industriali, può contare su un tessuto di circa settemila imprese manifatturiere e più di ventiduemila imprese di servizi pronte a diventare, da singole realtà produttive, valore aggiunto per l’intero sistema». Intorno alla piattaforma logistica possono nascere altri distretti come quello della navalmeccanica, quello tecnologico per l’energia e l’ambiente, il distretto del tessile e dell’abbigliamento, il distretto agroalimentare. Tutti progetti che possono realizzarsi attraverso la valorizzazione di realtà e potenzialità già esistenti. Accanto ai distretti, c’è sempre la possibilità di creare i sistemi turistici, esaltando l’eno gastronomia, le coste balneari, il patrimonio culturale. «L’attuazione di queste linee strategiche — ha concluso il presidente di Confindustria — dovrà necessariamente vedere al lavoro, assieme a noi, tutti gli attori istituzionali del territorio. Ecco perché torniamo a proporre al Sindaco un patto di legislatura che impegni l’Amministrazione comunale di Taranto al raggiungimento di precisi obiettivi programmatici, che si sostanzino nella collaborazione attiva, costante e propositiva, con il sistema delle imprese. Occorre far presto. Non ci sono più alibi. Abbiamo la pienezza delle istituzioni e le condizioni ottimali per portare a compimento gli obiettivi tracciati». Sull’incontro di stamattina si registra anche il commento del sindaco di Grottaglie, Raffaele Bagnardi: «Emerge una grande voglia di riscatto delle imprese e delle aziende del Territorio jonico, in un quadro in cui sussiste ancora una scarsa sinergia triangolare tra le istituzioni, gli attori economici e il mercato Non mi risulta ancora chiaro il più volte richiamato concetto di Sistema economico: la strategia “top down” (dall’alto in basso) è effimera e slegata dalle vere esigenze e vocazioni dei territori. Sembra invece più efficace, seppur meno controllata, l’emergente strategia “botton up”, (dal basso in alto) che fa riconoscere le migliori e più vivaci realtà locali, come reali protagoniste di sviluppo radicato e prospettico. Attenzione perché di sistemi calati dall’alto o meramente intellettuali si può anche morire».




ARIA NUOVA

28 06 2007

Da Taranto a Castellaneta tira un’aria nuova. Finalmente il motore turistico jonico si accende in questi giorni, annunciando prima la semifinale di FED.CUP a Castellaneta tra le azzurre e le francesi e dopo proclamando la riapertura di un ristorante simbolo per i tarantini: “AL GAMBERO”.
Con queste mosse, Taranto si apre al mondo, diventa più appetibile per imprenditori e turisti pronti a passare le loro vacanze in questo pezzo ( ancora poco visibile) d’Italia.
Castellaneta Marina è la dimostrazione di come un importante complesso turistico possa richiamare grandi eventi di sport, sponsor e immagini.

La riapertura del “Gambero” un bel segnale dopo le delusioni passate (chiusura di un altro simbolo tarantino: bar “LA SEM” ) E DOPO 20 ANNI DI ABBANDONO. Il ristorante è unico sia per l’affetto dei tarantini, ma anche perché propone una panoramica da “cartolina” – una splendida terrazza affacciata sull’isola e su Mar Piccolo.

Questi sono segnali positivi, decisioni sagge, chiamatele come volete… ma attenzione: fino a quando avremo spiagge sporche, strade dissestate, servizi inadeguati, assenza di CIVILTÀ - CULTURA e ACCOGLIENZA non possiamo vantarci di nulla. Resteremo sempre a decantare “qualche iniziativa” “qualche episodio” solamente apprezzabili.

IL TURISMO è PROGRAMMAZIONE 12 MESI SU 12 E NON SOLAMENTE LUGLIO E AGOSTO




TORREOVO: Cade un filo,al buio il lungomare

14 06 2007

Da una settimana il lungomare di Torreovo è al buio.

La recente caduta di un filo elettrico ha rischiato di creare pericoli ai passanti e ha lasciato i residenti al buio completo. Il danno e la beffa: non solo il Comune di Torricella è in deficit, ma anche lo stato enfatiscente degli impianti elettrici(pali e fili) sono in uno stato di degrado. Toccherà adesso alla mediazione tra il sindaco di Torricella TURCO e la ditta dell’impianto elettrico di Manduria risolvere il caso.

IL TUTTO ACCADE NEL MESE DI GIUGNO !

Per fortuna ci sono anche le belle notizie: imprenditori di Milano stanno lavorando per creare nel 2008 nuovi impianti ricettivi, case – vacanza, alberghi AL CENTRO DI TORREOVO. Un imprenditore per adesso ha un nome e cognome: DANILO FISTETTO, il quale ha riempito di elogi il mare del versante orientale della terra jonica e (per sua fortuna) non ha trovato intoppi burocratici nel suo progetto.





ESTATE 2007

13 06 2007

Valorizziamo il nostro mare, le nostre bellissime spiagge. Altro che Sardegna, Costa Azzurra, Rimini – Riccione con il mare color verde.
LA NOSTRA COSTA FA INVIDIA, peccato che siamo proprio noi a non accorgerci di così tanta bellezza.
Fortunati ma sbadati.

la stagione del mare sta per cominciare

Rendiamo pulite le spiagge per noi stessi ed i turisti che decidono di visitarci.

Di seguito qualche piccola accortezza di cui tener conto:
1 – non usare le spiagge come discariche
2 – non lasciare mozziconi di sigaretta
3 – non gettare sacchetti di plastica che potrebbero uccidere molte specie
4 – la spiaggia è di tutti: limita e contrasta i rumori
5 – non usare shampoo e bagnoschiuma in spiaggia
6 – non raccogliere stelle marine cavallucci e coralli
7 – rispetta gli habitat naturali di spiagge e fondali
8 – osserva sempre i divieti di navigazione a motore
9 – osserva la spiaggia dopo la marea per capire i segreti del mare
10 – segnala gli scarichi abusivi alla capitaneria di porto o al numero verde 800 253608

Ricordati che lo sforzo di ognuno di noi vale tantissimo se moltiplicatoper 1000…. fare un po di attenzionenon costa nulla… è gratis!
Grazie e Buon Mare





Turismo ignorato

2 05 2007

Giornata di ferie per tutti.Ci siamo lasciati alle spalle il 1 maggio e da domani si riprenderà la solita routine per tutti.Molta gente,come il sottoscritto, si è riversata sulla litoranea tarantina,la quale si presenta in uno stato di abbandono preoccupante.In effetti la mentalità meridionale non riesce sin da gennaio a preoccuparsi di organizzare il TURISMO per la stagione estiva e alla fine ci ritroviamo al 2 maggio con il seguente riscontro:

  1. Spiagge pubbliche sporche dal giorno di Pasquetta
  2. Stabilimenti balneari che aspettano il contributo economico di qualche forestiero per riaprire
  3. Assenteismo nelle riunioni amministrative per programmare la stagione turistica 2007

Mi voglio fermare a tre, anche se potrei scendere fino al decimo punto.Senza soffermarmi a trovare il / i colpevoli mi domando una cosa: “Come mai ogni anno e ripeto ogni anno dobbiamo continuare a nascondere tutta la nostra bellissima litoranea a causa dei soliti ritardi di programmazione?Eppure gran parte dei comuni tarantini sono a vocazione turistica. Una cosa è certa: è semplicemente ridicolo che mentre in altre regioni d’Italia gli stabilimenti balneari sono già fruibili , proprio le nostre spiagge , che godono di condizioni climatiche particolarmente favorevoli , siano invece in così forte ritardo.Non comprendo come mai pubblico e privato non riescano a lavorare per trovare strategie comuni e programmare gli interventi.

Sebbene dalle nostri parti si parli del turismo come una delle risorse piu produttive per il nostro territorio e si sprechino dibattiti , convegni , pagine di giornali , in realtà NON ESISTE UNA PROMOZIONE E UN MARKETING territoriale INTELLIGENTE.

Francesco Vozza