È una sfida difficile quella di Giuseppe Brucato. Il mister, che ha sostituito Piero Braglia dopo la sconfitta contro la Spal, è stato chiamato dal presidente Enzo D’Addario per centrare un obiettivo prestigioso. Realizzare un sogno lungo 16 anni: la serie B. L’attuale formazione rossoblù è una delle più forti della Prima Divisione, ma alcuni aspetti tecnici sono da analizzare. E poi c’è un’altra assenza: la personalità. Il Taranto, a differenza di Pescara e Verona, non riesce a spaventare l’avversario. Nessun dramma. Perché Brucato, con i recuperi di Correa ed Innocenti, prospetta un futuro roseo per il Taranto.
Il Taranto ha passato il turno in Coppa Italia. Lei ha definito la gara contro l’Aversa un buon test per provare soluzioni interessanti. Quali sono queste soluzioni?
Abbiamo dato la possibilità, a chi ha giocato poco, di mettersi in evidenza e migliorare la condizione. Sono emerse situazioni interessanti e ciò è un buon segnale per la partita di domenica.
Il Taranto possiede una difesa affidabile, ma ha qualche problema in attacco. Quali soluzioni vorrebbe apportare per tornare a segnare in casa?
I pareggi del Taranto, a reti bianche, mi preoccupano fino ad un certo punto. Sarebbe più preoccupante se non avessimo creato palle gol. La partita contro l’Aversa mi ha dato buone indicazioni per la sfida di domenica contro il Potenza.
In questa serie di pareggi, il Taranto ha creato tante occasioni. Le difficoltà offensive sono da addebitare alla sfortuna o ci sono altre cause?
Non parlo di sfortuna. Nelle tre partite da 0-0 abbiamo creato occasioni nitide: alle volte è stato bravo il portiere avversario, altre volte non siamo stati cinici sotto porta. Però gli attaccanti, da un momento all’altro, si sbloccheranno. Nonostante qualche infortunato, abbiamo tante soluzioni. Rimango fiducioso, sotto questo aspetto, per il futuro.
Qual è il suo giudizio sul centrocampo ionico? A Foggia abbiamo assistito ad un reparto affidabile in fase di non possesso, ma che fa fatica a superare l’uomo ed a creare superiorità numerica.
Non è semplice creare la superiorità numerica a centrocampo, perché ci vogliono determinate caratteristiche. In mezzo al campo, i giocatori, stanno svolgendo un buon lavoro. Probabilmente devono supportare maggiormente gli attaccanti. In rosa possiedo giocatori che possono sostituire gli attuali titolari. Da adesso in avanti ci sarà più competitività, perché stanno crescendo tutti. Non dimentichiamoci di Correa: è stato acquistato per fare la differenza. È un ragazzo dalle qualità importanti. Recuperando tutti, nell’arco del Taranto, ci possono essere diverse soluzioni.
Quali sono le condizioni di Correa?
Sta migliorando la sua condizione. Oggi ha fatto mezz’ora di partitella e domani si allenerà regolarmente. Se non ci sono grandissimi intoppi, molto probabilmente, domenica sarà a disposizione. Sabato mattina deciderò se schierarlo titolare.
La rosa ha bisogno di qualche ritocco nel mercato di Gennaio?
Questa è una rosa ampia: ci sono 27 giocatori e in alcuni ruoli siamo coperti; mentre in altri scoperti. Insieme alla società faremo delle valutazioni. Ma è importante dare fiducia a questo gruppo che sta lavorando al meglio per centrare più punti possibili.
Guardando la classifica Pescara e Verona, punti a parte, cosa hanno in più del Taranto?
Il Verona ha una progettazione migliore che risale a 2 anni fa. E poi ci sono stati degli innesti mirati. Molto probabilmente, sotto l’aspetto tecnico ed organizzativo, c’è un lavoro a lungo termine. Il Pescara è una squadra costruita, nel miglior modo possibile, per vincere. C’è un allenatore che ha deciso, da quest’estate, come giocare prendendo giocatori in maniera mirata. Al Taranto non è stata molto fluida, nelle scelte, la campagna estiva. Perché si è cambiato spesso il modulo di gioco.
Ci vuole stabilità per avere maggiori risultati?
Bisogna stare tranquilli cercando di trovare l’assetto migliore. Ora, per certi aspetti, abbiamo trovato l’assetto ideale solo in alcuni reparti. In fase di non possesso palla abbiamo raggiunto un buon livello. Ora dobbiamo migliorare in fase di costruzione.
Nell’ambiente tarantino, c’e una pressione che può influenzare la condizione della squadra?
Taranto è una piazza importante ed esigente. Partita con certi presupposti. Dunque un po’ di pressione si può avvertire. Ma alleno una squadra esperta che deve tirare fuori la personalità. La pressione è un alibi che non dobbiamo avere.
Ieri in conferenza stampa ha parlato di critiche distruttive nei confronti della sua squadra. A cosa si riferiva?
Bisogna avere equilibrio nei giudizi. Si vince ad Avezzano finalizzando e concretizzando le occasioni e sembravamo la miglior squadra del campionato. Facciamo due pareggi, senza concretizzare le occasioni, ed i giudizi sono opposti. In tutte le cose c’è sempre una parte di verità. Per cercare di migliorare squadra ed ambiente dovremmo avere giudizi più equilibrati. Accetto le critiche, quando sono giuste e costruttive. Se l’obiettivo delle critiche è distruggere verremo tutti penalizzati.
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